Coronavirus, schizza la curva dei contagi: in una settimana +17,7% in terapia intensiva e +13% di decessi

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Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 30 settembre-6 ottobre, rispetto alla precedente, un netto incremento nel trend dei nuovi casi (17.252 vs 12.114) a fronte di un numero di poco superiore di casi testati (429.984 vs 394.396), oltre a un rilevante aumento del rapporto positivi/casi testati (4% vs 3,1%). Dal punto di vista epidemiologico crescono i casi attualmente positivi (60.134 vs 50.630) e, sul fronte degli ospedali, aumentano i pazienti ricoverati con sintomi (3.625 vs 3.048) e in terapia intensiva (319 vs 271). Continuano a salire, seppur lentamente, anche i decessi (155 vs 137). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: decessi: +18 (+13,1%); terapia intensiva: +48 (+17,7%); ricoverati con sintomi: +577 (+18,9%); nuovi casi: +17.252 (+42,4%); casi attualmente positivi: +9.504 (+18,8%); casi testati +35.588 (+9%); tamponi totali: +63.351 (+9,7%). “Nell’ultima settimana – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – la curva dei contagi si è impennata, in conseguenza del netto incremento del rapporto positivi/casi testati. Si conferma inoltre la crescita costante dei pazienti ospedalizzati con sintomi e di quelli in terapia intensiva”. Da metà luglio i nuovi casi settimanali sono più che decuplicati (da poco oltre 1.400 a più di 17.000), con incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 4%. Tale dinamica ha generato il progressivo aumento dei casi attualmente positivi, quintuplicati da fine luglio: da 12.482 a 60.134. “L’incremento del rapporto positivi/casi testati – spiega il Presidente – conferma che il virus circola in maniera più sostenuta: per questo nelle Regioni dove supera il 5% è cruciale potenziare le attività di testing & tracing”. Nella settimana 30 settembre-6 ottobre si tratta di Liguria (7,7%), Campania (6,3%), Provincia autonoma di Trento (6,8%), Piemonte (6,2%) e Valle d’Aosta (5,4%).