Corto Maltese, un viaggio straordinario. In mostra al Mann il senso dell’avventura

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di Fiorella Franchini

“Il più bello dei mari è quello che non navigammo”, quello che abbiamo solcato con le vele dell’immaginazione. Il Museo Archeologico di Napoli propone fino al 29 settembre una rotta suggestiva che, partendo dal mare di Neapolis, ci conduce per il mondo in compagnia di un marinaio bello e impossibile. Con la mostra “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”, archeologia, storia e arte del Fumetto si fondono, dando vita a un percorso che, ad ogni passo, evoca l’altrove, luoghi, tempi, emozioni affascinanti.
Le teche contenenti i reperti provenienti dagli scavi dell’antico porto, anfore, stoviglie, monete, utensili, ritrovati durante i lavori di costruzione della Metropolitana, sono il punto di partenza e di approdo delle avventure in giro per il mondo dell’avventuriero nato dalla matita di Hugo Pratt, maestro del fumetto mondiale. In esposizione oltre 100 pezzi tra tavole, schizzi, fotografie ed ingrandimenti che costituiscono il fulcro di quel senso dell’avventura che Pratt volle raccontare attraverso il suo personaggio. “Penso che l’avventura sia una componente molto bella della natura umana, ma è necessario saperla vedere, cercare, incontrare. La si può trovare dappertutto se si ha abbastanza fantasia, perché è una cosa di cui l’uomo ha bisogno, e che spesso gli viene tolta.
L’avventura è cercare qualche cosa, che può essere bella o pericolosa, ma che vale sempre la pena di vivere.” Così seguendo le strisce e le vicende intriganti e immaginarie di Corto, ci accorgiamo che l’autore si racconta e narra le proprie esperienze, i viaggi in Europa, Africa e Americhe, i sogni e le fantasticherie nati dagli incontri e dalle esperienze della sua vita. Realtà e fantasia si mescolano nel carattere mediterraneo e nell’humor anglosassone dell’antieroe per eccellenza, scaltro e audace, leale e ambiguo, crogiuolo dei vari aspetti dell’animo umano. Una mostra stimolante a cui è abbinato l’omologo catalogo pubblicato da Comicon Edizioni, che raccoglie approfondimenti di esperti del Fumetto e dell’opera di Pratt, sul rapporto di Corto Maltese con il mare, le donne ed i viaggi, sui legami che l’autore ha avuto con i suoi maestri Milton Caniff e Will Gould e con il mondo del cinema. L’esposizione rientra nell’ambito della cooperazione tra Mann e Comicon, con l’obiettivo di creare un dialogo tra la scienza archeologica e le nuove forme artistiche, per intercettare la curiosità e i gusti del pubblico più giovane ma è anche la prima tappa di un percorso di eventi, tra il Mann e i Campi Flegrei, per annunciare un nuovo, importante allestimento intitolato «Thalassa. Mare, mito, storia ed archeologia» che dal 25 settembre 2019 al marzo 2020 nel salone della Meridiana riunirà le meraviglie dell’archeologia subacquea del Mediterraneo conservate nei più importanti musei del mondo, in otto sezioni: il sacro, il mito, la guerra, il commercio, l’esplorazione e navigazione, la vita di bordo, l’otium, le risorse. Il sapere e la creatività come strumenti della grande avventura umana che “vuol dire avvenire, vuol dire quello che succederà domani”. Non si ritorna bambini sfogliando le immagini di questo viaggio straordinario, piuttosto si recupera un’angolazione inattesa, una necessità atavica, offuscata dalla routine, quell’ansia continua per le cose lontane, la definiva Melville, per cui ci piace “navigare su mari proibiti e scendere su coste barbare”, avventurieri sconosciuti che attraversano l’oceano dell’esistenza.