Dal tax credit per le imprese al Grande Progetto Pompei, la Manovra punta sulla Cultura

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Nasce il tax credit creatività per le imprese culturali e creative. Viene riconosciuta e definita per legge l’impresa culturale e creativa al quale viene destinato un credito d’imposta del 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi. E’ quanto prevede uno degli emendamenti alla manovra del pacchetto cultura approvati in commissione Bilancio della Camera. E’ previsto un tetto di spesa di 500mila euro per il 2018 e di 1 milione annuo per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e “fino ad esaurimento delle risorse disponibili”.
Tra le proposte che hanno ottenuto il via libera anche l’estensione ai libri usati del tax credit per le librerie, 1 milione di euro in più per il Fondo per la promozione del libro e la lettura, da destinare alle biblioteche scolastiche, la stabilizzazione per concorso della segreteria tecnica del Grande Progetto Pompei con uno stanziamento di 500mila euro annui a decorrere dall’anno 2018. Tornano i contributi statali per la tutela delle dimore storiche: 10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020 per gli interventi di restauro e conservazione delle dimore storiche e dei beni vincolati di proprietà privata e 150 milioni di euro in tre anni per saldare tutti i debiti pregressi dei contributi fermi dal 2012.
Viene inoltre incrementato il finanziamento per il Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di 250 mila euro per il 2018 e 500 mila euro a decorrere dal 2019. Aumentano dal 2020 di 2 milioni di euro le risorse per la scuola del patrimonio del Mibact, che avrà così a regime 3,5 milioni di euro all’anno. Infine, arrivano più fondi per le Fondazioni Lirico Sinfoniche virtuose.
“Il Parlamento ha ulteriormente migliorato una legge di bilancio già molto positiva per la cultura – commenta il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – La cultura è al centro delle politiche economiche del governo come dimostra l’approvazione di questi emendamenti”.