Il timore di Brexit affonda Tokyo (Nikkei 225 -3,51%) che trascina al ribasso tutta l’Asia

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Il punto. Avvio in territorio negativo per i maggiori indici azionari di Piazza Affari: il Ftse Mib cede l’1,47%, il Ftse Italia All Share perde l’1,52% e il Ftse Italia Star l’1,70 per cento.

In rosso anche gli altri indici azionari europei, sulla scorta di un crescente timore dei mercati per un possibile Brexit quale esito del prossimo referendum britannico del 23 giugno.

L’ultima seduta della scorsa settimana ha già visto l’azionario del Vecchio Continente in profondo rosso e la Borsa di New York chiudere l’ultima seduta della settimana in negativo con Il Dow Jones che ha perso lo 0,67%, l’S&P 500 lo 0,92% e il Nasdaq Composite l’1,29%. Anche le Borse asiatiche hanno registrato dei ripiegamenti con il Nikkei che ha fatto registrare una flessione dello 0,4% a 16601,36 punti.
A Shanghai gli indici sono stati chiusi per festività mentre Hong Kong arretra dello 0,7% e Seoul ha chiuso in calo dello 0,32%. In ribasso anche la borsa australiana con Sydney che fa registrare un calo dello 0,85%, appesantita dai titoli del comparto bancario e dal settore minerario.

Euro in rialzo contro dollaro: il cambio EUR/USD guadagna lo 0,14% e si porta a 1,1264. Bancari in forte calo con l’indice FTSE Italia Banche che cede il 2,53% e l’EURO STOXX Banks che perde l’1,6 per cento.
Petrolio sottotono in avvio di ottava con il Brent che cede lo 0,61% e si riporta a 50,23 dollari mentre il WTI quota a 48,68 dollari (-0,84%).

Borse asiatiche
Alla riapertura degli scambi in Asia le vendite proseguono, dopo un’ottava chiusa già in declino e con il sell-off che ha connotato i mercati europei venerdì scorso. 
A tenere banco sono i timori per una possibile vittoria dei sostenitori dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue al referendum del prossimo 23 giugno. E l’ipotesi di Brexit spinge già gli investitori verso i beni-rifugio come lo yen, che continua a rafforzarsi nei confronti del dollaro (il guadagno è intorno allo 0,70% e la valuta giapponese si avvicina pericolosamente ai massimi dall’ottobre 2014). 
Il risultato è un tracollo generalizzato per i listini della regione. L’indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, sfiora una perdita del 2% in quella che è la peggiore performance da aprile. Ma è proprio Tokyo la piazza che registra il declino più netto: il Nikkei 225 ha chiuso infatti con un crollo del 3,51% (performance simile per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi del 3,34%) che porta ampiamente sopra al 15% il declino del benchmark nipponico da inizio anno. Male anche la Borsa di Seoul: il Kospi segna infatti una perdita dell’1,91% in chiusura degli scambi.

Se questa settimana i riflettori saranno puntati soprattutto su Federal Reserve e Bank of Japan, a Shanghai e Shenzhen si guarda anche alle decisioni di Msci, che mercoledì comunicherà se titoli cinesi verranno inseriti nei suoi indici globali. Ipotesi che aveva spinto in rally le piazze cinesi una decina di giorni fa. Shanghai e Shenzhen, rimaste chiuse per festività nelle ultime due sedute della scorsa ottava, riaprono in negativo, anche se, a circa un’ora dalla fine delle contrattazioni, le perdite sono inferiori rispetto a quella di Tokyo: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in flessione di circa l’1,50% mentre è superiore al 2% il declino dello Shenzhen Composite. Sul fronte macroeconomico, sono sostanzialmente intorno alle attese i dati relativi al mese di maggio, con la produzione industriale rimasta stabile in crescita del 6% come in aprile.

Maggiormente allineata a Tokyo è invece la piazza di Hong Kong: l’Hang Seng perde infatti quasi il 3% (performance simile anche per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). 
Limita i danni invece Sydney: l’S&P/ASX 200 chiude con una perdita dello 0,92% appesantito dal declino dei titoli minerari e petroliferi (il Wti è in flessione di oltre l’1% dopo avere perso più del 4% nelle ultime due sedute), a fronte del crollo del 3-4% per i colossi Bhp Billiton e Rio Tinto

 

Borsa Usa
La Borsa di New York ha chiuso l’ultima seduta della settimana in ribasso a causa delle incertezze legate all’incremento dei tassi da parte della Fed ed alla possibile Brexit. Il Dow Jones ha perso lo 0,67%, l’S&P 500 lo 0,92% e il Nasdaq Composite l’1,29%.
La stima preliminare di giugno dell’indice di fiducia dei consumatori statunitensi, calcolato dall’Università del Michigan e da Reuters, si è attestato a 94,3 punti, risultando superiore alle previsioni degli addetti ai lavori pari a 94 punti ma in calo dalla rilevazione di maggio a 94,7 punti.

Sul fronte societario vendite sul settore energetico in scia al calo del prezzo del petrolio (il Wti ha perso il 2,95% a 49,07 dollari al barile). Male anche il comparto bancario.

I dati macro attesi oggi
Lunedì 13 Giugno 2016

04:00 CINA Produzione industriale mag;

04:00 CINA Investimenti fissi mag;

04:00 CINA Vendite al dettaglio mag;

07:50 GIA Indice manifatturiero BSI trim2.