Mbda, Soccodato: Altissima tecnologia ed internazionalità, Fusaro sempre più centrale nelle strategie del Gruppo

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in foto Giovanni Soccodato, amministratore delegato di Mbda Italia ed  Executive Group Sales & Business Development Director del Gruppo

Giovanni Soccodato, amministratore delegato di Mbda Italia ed  Executive Group Sales & Business Development Director del Gruppo, è al Fusaro (Bacoli) per apprezzare i nuovi spazi del sito campano dopo 5 anni di riorganizzazione. Altri pochi anni aspettano lo stabilimento del Napoletano, invece, per dare nuova linfa agli uffici, i laboratori e le aree dedicate al welfare aziendale, grazie all’acquisizione di un terreno adiacente, che – appena avrà avuto la meglio su pratiche amministrative e burocrazia, consentirà ai 500 e più dipendenti del centro di produzione specializzato in microelettronica, meccanica di precisione ed ingegneria di stare più larghi e beneficiare anche di una nuova mensa.

Accanto all’ad Soccodato, nella conferenza stampa convocata sulle attività di Mbda Italia e le opportunità offerte sul territorio, vi è anche Antonello Fiore, direttore operations Italy. E’ lui a far notare come “al Fusaro il 90 per cento delle attività sia legato alla cooperazione con team di altri paesi del Gruppo, il che richiede competenze specifiche e dinamiche di adattamento del tutto diverse” rispetto a quando si lavorava sulla base di rapporti “di tipo locale e nazionale”. Un punto quest’ultimo che sta molto a cuore all’Ad Italia Soccodato, che aggiunge: “E’ fondamentale che vi sia cooperazione tra i paesi e punti di contatto tra le loro politiche di difesa per poter durare. Il che significa requisiti e prodotti comuni in Europa”. Di qui il riferimento al Fusaro. “E’ un mix di altissima tecnologia ed internazionalità, perciò sempre più centrale nelle strategie del Gruppo”.

in foto da sinistra Antonello Fiore, direttore operations Italy, l’ad Mbda Italia Giovanni Soccodato e Silvia Del Prete, Head of Media Relations Italy

“Lo stabilimento di Bacoli è importantissimo per il Gruppo, anche perché è attivo su gran parte dei programmi di collaborazione internazionale – ha rincarato l’amministratore delegato Italy -, non soltanto quindi per quel che riguarda i programmi sviluppati da Mbda in Italia ma anche in Francia, Gran Bretagna e nelle altre sedi del Gruppo. E’ un sito che nel tempo ha acquisito competenze e capacità innovative, migliorando sempre di più sia nel filone storico dello stabilimento, ossia le tecnologie a radiofrequenza, che sul piano di nuove abilità nella progettazione e sviluppo di strutture meccaniche e, in particolar modo, sul Radome, che uno dei componenti più importanti e più sensibili per un sistema missilistico. Questo vuol dire che il Fusaro ha accresciuto le sue storiche competenze ma sta guardando anche al futuro, per esempio sulle tecnologie Rf oggi è impegnato nello sviluppo di seeker con la gestione elettronica del fascio”.

“Il fatto di poter lavorare su prodotti di alta complessità tecnologica basati sulla radiofrequenza nello stesso sito dove insistono anche di attività di ricerca e unità di sviluppo di ingegneria è sicuramente un elemento vincente”, rilancia Antonello Fiore, direttore operations Italy. Non è un caso che l’età media al Fusaro sia di 43 anni (malgrado i divieti relativi al particolare settore in cui si opera e che costringono, ad esempio, a lavorare con il cellulare “disconnesso” perché gli ambienti  quasi tutti “schermati”), così come non è un caso che il 15 per cento dei lavoratori abbia meno di tre anni di anzianità. A testimonianza dell’attrattività del sito, che appare molto competitivo agli occhi anche di giovani laureati.

(foto da ufficio stampa Mbda)

La difesa, si sa, non è più un argomento tabù da un po’ di tempo a questa parte, soprattutto dopo i recenti conflitti che stanno interessando l’Europa come il Medio Oriente. “Eravamo additati come industria poco etica – ricorda Soccodato -, invece oggi si riconosce una funzione anche sociale a questo tipo di impresa”. Pure il personale ha imparato a convivere con logiche molto diverse rispetto a quelle degli anni addietro. L’operatività ha indotto un nuovo modello di gestione specie nei rapporti con i clienti. “Serve una capacità di reazione sempre più rapida”, spiega l’Ad Italia di Mbda. “Ecco perché anche le pastoie burocratiche possono rivelarsi dannose in un contesto del genere, se non riusciamo a realizzare nuovi centri di produzioni con spazi adatti – conclude – rischiamo di non gestire correttamente gli ordini”.