Mercati poco mossi, si guarda già alla Bce

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Il punto. Giovedì prossimo c’è la riunione della Bce, ben si comprende, dunque, il generale clima di attesa che si respira sui mercati. Le piazze finanziarie del Vecchio Continente sono infatti poco mosso con Francoforte, che mostra un +0,03%, sostanzialmente invariato Londra, +0,13%, mentre resta vicino alla parità Parigi (-0,1%). Sostanzialmente stabile Piazza Affari, che continua la sessione sui livelli della vigilia, con il FTSE MIB che si ferma a 19.469 punti. 

Ad ogni modo, ieri la Borsa di New York ha chiuso la prima seduta dell’ottava in ribasso dopo i record della scorsa settimana. Il Dow Jones ha perso lo 0,24%, l’S&P 500 lo 0,33% e il Nasdaq Composite lo 0,37%. Mentre, tutto sommato, Tokyo appare in controtendenza nonostante l’indebolimento dello yen nei confronti del dollaro. In chiusura il Nikkei 225 ha segnato una perdita dello 0,18%, mentre l’indice più ampio Topix è riuscito a chiudere in positivo (0,01%) trascinato al ribasso soprattutto dai titoli legati alle materie prime. 
Tra le commodity va segnalato il declino dell’1,60% per il minerale di ferro in consegna nel porto cinese di Qingdao (terza seduta consecutiva di deprezzamento), mentre oro e petrolio sono poco mossi. La giornata, con poche eccezioni, è negativa per i titoli del settore a Sydney, ma l’S&P ASX 200 si apprezza comunque dello 0,26% in chiusura.

L’andamento positivo dei mercati della regione è confermato dal guadagno dello 0,50% toccato nel corso della seduta dall’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, dopo un avvio in lieve flessione. Tendenza presente anche sulle piazze cinesi, con Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 che hanno guadagnato lo 0,27% e lo 0,22% rispettivamente. Performance appena migliore per lo Shenzhen Composite, apprezzatosi dello 0,30% in chiusura. In positivo anche Hong Kong.

L’Euro / Dollaro USA mantiene la posizione sostanzialmente stabile su 1,06 in un contesto in cui la politica francese sembra ancora destinata a imprimere un orientamento al mercato. L’Oro è sostanzialmente stabile su 1.225,6 dollari l’oncia. Nessuna variazione significativa per il mercato petrolifero, con il petrolio (Light Sweet Crude Oil) che si attesta sui valori della vigilia a 53,1 dollari per barile.
Lieve peggioramento dello spread, che sale a 183 punti base, con un aumento di 3 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari al 2,16%.I DATI MACRO

USA: ordini industriali su (+1,2)
Nel mese di gennaio gli ordini industriali sono aumentati dell’1,2% dopo l’incremento dell’1,3% registrato a dicembre. Gli analisti avevano stimato una crescita dell’1% su base mensile.

Germania: crollano a gennaio gli ordinativi industriali

Il Dipartimento dell’Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che a gennaio gli ordinativi industriali sono diminuiti del 7,4% rispetto al mese precedente, risultando nettamente inferiori alle stime degli analisti che avevano calcolato un decremento più contenuto pari al 2,5%. A dicembre gli ordinativi erano aumentati del 5,2%.

Australia: Rba lascia invariati i tassi ai minimi dell’1,50%

La Reserve Bank of Australia (Rba), come atteso dagli osservatori, ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi storici dell’1,50% (livello raggiunto a inizio agosto con una riduzione di 25 punti base). Secondo il board dell’istituto centrale, che ha ripetuto quanto dichiarato già in occasione dei precedenti meeting, il mantenimento è coerente con la crescita sostenibile dell’economia dell’Australia e con il raggiungimento nel tempo dei target d’inflazione.

Petrolio: Iea prevede stallo dell’offerta entro il 2020

L’International Energy Agency (Iea) ha ammonito sui rischi per l’offerta di lungo periodo di greggio a causa del declino degli investimenti nel settore successivo il declino dei corsi del petrolio. “Se il crollo record degli investimenti tra 2015 e 2016 non sarà invertito”, ha spiegato la Iea nel suo rapporto “Oil 2017” presentato lunedì, la crescita dell’offerta potrebbe andare in stallo entro il 2020.

IL CALENDARIO DI OGGI
Martedì 7 Marzo 2017

06:00 GIA Inflazione BoJ;

08:00 GER Ordini all’industria gen;

09:30 GB Indice Halifax (prezzi abitazioni) feb;

10:00 ITA Indice prezzi alla produzione gen;

10:00 GER Ordini industriali gen;

11:00 EUR PIL finale trim4;

14:30 USA Bilancia commerciale gen.