Premio “Shahbaz Bhatti” a Sepe: Pronto a fare ancora molto per questa città

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Ogni anno l’Aiac, associazione internazionale di apostolato cattolico, assegna il premio internazionale per la Pace “Shahbaz Bhatti”. Quest’anno il riconoscimento va all’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe. Il prelato ritira il premio dalle mani del presidente dell’Aiac, Gennaro Sguro, nel salone della Sifer, azienda dell’area est di Napoli. “Cinquant’anni di sacerdozio al servizio di Cristo – dice il presidente Sguro, spiegando le motivazioni del premio a Sepe – Da arcivescovo metropolita di Napoli ha lavorato con passione, giustizia e perseveranza per la tutela dei più deboli e dei meno abbienti”. La cerimonia di premiazione è l’occasione per discutere di libertà religiosa e di persecuzioni ai danni dei cristiani nel mondo. Sguro ricorda la figura di Bhatti, ministro delle Minoranze in Pakistan assassinato il 2 marzo 2011 dai talebani, alla cui memoria è intitolato il premio. Nel 2010 giunse a Napoli per ricevere il riconoscimento dell’Aiac. “Noi siamo senza voce e senza terra, stranieri nel nostro stesso Paese”, disse il membro del governo pakistano. Non è cambiato molto da allora. “Speriamo – dice Sguro – nella giustizia per Asia Bibi, una donna cristiana condannata a morte in Pakistan con l’accusa di aver offeso il profeta musulmano Maometto”. Sono 215 i milioni di cristiani (1 ogni 3) che soffrono forme di persecuzione, stando ai dati forniti dalla World watch list di Porte aperte, letti durante il forum. “Ci sono ancora martiri cristiani – sottolinea Sguro, citando ancora i dati del dossier di Porte aperte – Sono stati registrati 1207 cristiani uccisi per motivi legati alla fede e 1329 chiese attaccate”. Ma la cerimonia vuole anche essere una festa per il cardinale Sepe, che proprio quest’anno celebra i suoi 50 anni di sacerdozio. Così l’Aiac prima gli dedica un video in cui vengono ripercorsi alcuni dei momenti più emozionanti  del ministero episcopale a Napoli, come la visita in città di papa Francesco, poi gli regala una sorpresa: una torta del suo pasticciere preferito, Mennella. “Ringrazio gli amici dell’Aiac per questo premio e per questa sorpresa – dice Sepe – Cinquant’anni sono troppi e pochi, il tempo giusto per fermarsi a riflettere, ma anche per andare avanti con il patrimonio acquisito in tutti questi anni. Mi auguro di poter fare ancora molto come sacerdote e vescovo per la gente di questa città”.