Psr, lavorazione dei prodotti agricoli: bando da 10 milioni per digitalizzare le Pmi

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La Regione Campania ha approvato il bando della tipologia d’intervento 4.2.2, una delle novità del periodo transitorio del Psr. Grazie a questa tipologia, rivolta alle imprese di più recente costituzione o con fatturati di modesta entità attive nel settore della lavorazione e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, l’Amministrazione regionale intende favorire i processi di digitalizzazione aziendale attraverso l’utilizzo delle tecnologie afferenti al Piano di Transizione 4.0 e lo sviluppo di canali commerciali come l’e-commerce nonché tecnologie volte a facilitare la tracciabilità dei prodotti agricoli trasformati. Si tratta di strumenti che contribuiscono a ridurre le distanze tra imprese, fornitori e clienti con l’obiettivo di  garantire la resilienza delle piccole realtà imprenditoriali e la tenuta del tessuto socio-economico dei territori di riferimento. Non è tutto, perché la nuova tipologia punta anche ad aumentare l’efficienza aziendale; favorire l’occupazione e la diversificazione delle produzioni; privilegiare gli investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale, in una logica di integrazione fra il settore agricolo e quello agroindustriale; incoraggiare lo sviluppo di micro-attività inserite in un sistema di filiera corta e mercati locali; favorire le energie rinnovabili, l’economia circolare e la bioeconomia. Il bando ha una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro e trova applicazione su tutto il territorio regionale.

Possono presentare domanda di sostegno le imprese iscritte alla Camera di Commercio che operano nel settore della lavorazione e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, che hanno già costituito, aggiornato e validato il fascicolo aziendale e che rispettino almeno uno dei seguenti requisiti: – essere un’impresa di nuova costituzione, cioè iscritta alla Camera di Commercio da meno di un anno alla data di presentazione dell’istanza; – essere un’impresa costituita da più di un anno e con un fatturato, riferito all’anno contabile 2020, inferiore ai 700mila euro.
Sono ammissibili a contributo le seguenti categorie di spesa: a) miglioramento di immobili destinati esclusivamente alle attività di lavorazione e/o trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli quali opifici, depositi, locali per la vendita diretta e uffici (queste ultime due tipologie di immobili devono essere localizzate all’interno del sito produttivo); b) acquisto di nuovi impianti, macchinari e attrezzature: impianti, macchinari e attrezzature finalizzati alla lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli; macchinari innovativi che utilizzino le tecnologie del modello industria 4.0; impianti finalizzati al risparmio idrico (riutilizzo/riciclaggio delle acque di processo) e alla produzione di energia da fonti rinnovabili da utilizzare esclusivamente per esigenze aziendali; c) acquisto di programmi informatici; d) spese generali: entro i massimali indicati nel bando.

 L’aiuto è concesso sotto forma di contributo in conto capitale sulla spesa ammissibile. La spesa massima ammissibile per progetto e per soggetto beneficiario è pari a 250mila euro mentre l’entità del sostegno è fissata nella misura del 60%.