Rapporto sulle mafie: Marco Di Lauro tra i super latitanti italiani

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In foto una delle ultime immagini di Marco Di Lauro

Matteo Messina Denaro, Giovanni Motisi e Marco Di Lauro. Sono due mafiosi e un camorrista i primi tre superlatitanti inseriti nella lista dei “most wanted” del Viminale. Lista che – dopo l’arresto del settembre scorso a Montevideo dello ‘ndranghetista Rocco Morabito – comprende anche un quarto e ultimo nome, quello di Attilio Cubeddu: non è legato alle mafie, ma ha avuto un ruolo da protagonista nell’Anonima sequestri sarda. Il più conosciuto, e pericoloso, di tutti resta Messina Denaro, “‘u siccu”, “il magro”, letteralmente sparito nel nulla nel ’93, l’anno delle bombe a Milano, Firenze e Roma, dopo una vacanza a Forte dei Marmi con i fratelli Graviano: e’ ricercato in campo internazionale – precisa la scheda della Direzione centrale della Polizia criminale – per “associazione di tipo mafioso, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto ed altro”. Figlio di Francesco, capo della cosca di Castelvetrano e del relativo mandamento, ha compiuto 56 anni il 26 aprile ma non deve essere stato il più felice dei compleanni visto che pochi giorni fa l’ennesimo blitz di polizia e carabinieri gli ha bruciato ancora più terra intorno, azzerando la rete dei suoi fiancheggiatori nel Trapanese (compresi due cognati) da lui stesso investiti della responsabilità di gestire gli “affari di famiglia”.

Il rampollo della camorra
Di Marco Di Lauro, 38 anni a giugno, ricercato dal 2005 per associazione di tipo mafioso, gira una sola foto ufficiale, quella con la faccia da bravo ragazzo, “invecchiata” due anni fa dalla polizia con il software di age progression: del resto, ha appena 24 anni quando sfugge alla “notte delle manette”, maxi blitz delle forze dell’ordine. Numero due della lista del ministero dell’Interno, il latitante di camorra più ricercato al mondo è stato indicato da un pentito come mandante di quattro omicidi. Quarto figlio del boss Paolo, detto “Ciruzzo ‘o milionario” (per questo nel libro mastro degli stupefacenti viene indicato con la sigla F4, dove F sta appunto per figlio), scala le gerarchie del suo clan giovanissimo e sfrutta il suo talento di calciatore per attirare e affiliare giovanissimi ‘soldati’: di lui dal luglio 2013 si occupano anche gli 007 a stelle e strisce per presunti affari poco chiari a New York. Le voci sono tante e tanto discordanti dallo sconfinare nella leggenda: una villa nel Vesuviano per summit e incontri; l’amore per una donna legata a un clan di Torre Annunziata; il debole per i motori e le scarpe griffate; la capacità di nascondersi, all’occorrenza, sotto abiti e parrucche da donna; l’intervento di plastica facciale. Dopo un periodo a Dubai, si sarebbe spostato in Slovenia, o in Grecia, o più probabilmente in Francia: ma senza mai rinunciare a puntate sporadiche a casa, a Secondigliano. Pronto a riprendersi la sua fetta di “Gomorra”.