Asso Fiere, Lino Ferrara: Il Governo tiene più allo sballo dei ragazzini che al fatturato delle Pmi del turismo

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in foto Lino Ferrara

“Questo Governo tiene più allo sballo di un manipolo di ragazzini in discoteca che al fatturato di migliaia di imprese del comparto fieristico”. Ad affermarlo è Lino Ferrara, componente del direttivo di Asso Fiere, la sigla che riunisce tutti gli organizzatori e produttori di fiere della Mostra d’Oltremare di Napoli. “Il nostro comparto fieristico è bloccato da marzo – aggiunge Ferrara – e da allora siamo inascoltati nonostante i 3.500 lavoratori, 4 mila espositori provenienti dall’Italia e da tutto il mondo, 500 mila visitatori partecipanti alle fiere business, a quelle consumer ed eventi misti, per un indotto di oltre 130 milioni di euro, dati riferiti alla sola Regione Campania. Con il decreto di agosto fu annunciata la ripartenza del comparto fieristico a far data dal mese di settembre; noi siamo al lavoro, anche durante il periodo di Ferragosto, con i nostri tecnici per proiettare le nuove linee guida nei nostri business plan e verificarne l’impatto economico e relativa sostenibilità, ma l’incertezza normativa, testimoniata anche da questo decreto sullo stop alle attività da ballo e ancor di più sull’uso della mascherina, uniti ai rumors sulla ripresa delle scuole, non ci lasciano nessuno spiraglio per la ripartenza”. Ecco perché “ci rivolgiamo al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca – prosegue Ferrara – per reiterare quanto già rappresentato al suo assessore alle Attività produttive nel corso dell’incontro tenutosi lo scorso 4 agosto: occorrono regole certe e univoche, chiediamo ascolto come categoria fieristica dimenticata da questo Governo, nonostante l’importanza che rivestiamo per lo sviluppo dell’economia e del territorio. Siamo pronti ad ogni azione di lotta per salvare il nostro lavoro, le nostre famiglie e quelle dei lavoratori del nostro comparto. Denunceremo all’autorità giudiziaria ogni forma di discrimine in tema di assembramenti a partire dai centri commerciali fino ai mezzi di trasporto, non ci stiamo a questa guerra del terrore selettivo per settori”.