Città metropolitana, via libera all’ordine del giorno per il punto Trony del Vomero

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Il Consiglio Metropolitano ha votato all’unanimità l’odg – proposto dal Vicesindaco, Salvatore Pace – a sostegno dei 41 lavoratori del punto vendita di via Luca Giordano (Napoli) del gruppo Trony. La procedura di licenziamento produrrà i suoi effetti dal 20 febbraio 2018 “Il Consiglio Metropolitano di Napoli – si legge nel documento – Premesso che la situazione occupazionale su tutto il territorio metropolitano resta grave e che è dovere di tutti gli organismi di governo e di amministrazione della Repubblica operare per contenere i licenziamenti nei vari settori produttivi operando per il rilancio della produzione e del lavoro; che lo Statuto della Città Metropolitana di Napoli all’art. 1, coerentemente alle finalità di cui al c. 2 dell’art.3 della Costituzione Italiana, declara che l’Ente opera per “promuovere lo sviluppo civile, sociale, culturale ed economico”. Considerato Che, tra i vari distretti produttivi in sofferenza nel territorio metropolitano, si evidenzia la profonda crisi del settore commerciale; che, di conseguenza, intere zone della Città Metropolitana risultano soggette alla perdita della loro storica vocazione lavorativa e della loro identità sociale. Constatata la complessa vicenda societaria che nel maggio del 2014 vide i lavoratori della sede della Fnac nel quartiere Vomero della Città di Napoli licenziati e solo parzialmente riassorbiti dal subentrante Dps Group, del Gruppo Gre-Trony; che DPS nel gennaio 2017, a seguito di procedura di liquidazione dell’ex Frc (Fnac), ha ceduto il ramo d’azienda ad una nuova società, la Vertex, che, all’interno di un più complessivo disimpegno del marchio Trony in Italia, chiuderà i suoi 4 centri (Napoli, Milano, Verona e Genova), licenziando 105 lavoratori di cui ben 41 nel solo centro di via Luca Giordano a Napoli, considerato che l’Azienda ha inviato le lettere di licenziamento e che la procedura si chiuderà il 20 febbraio, impegna il Sindaco Metropolitano ed il Consiglio stesso, a mettere in essere tutte le interlocuzioni tra le parti al fine di proporre e concertare ogni misura idonea a che siano salvaguardati i livelli occupazionali e affinché il quartiere non veda chiuso un punto vendita, ampio ed unitario, che, sin dagli anni ’60 del secolo scorso, assicurando un’offerta di beni forte e differenziata, ha caratterizzato l’intero impianto urbanistico della Collina di Napoli”.