Coldiretti, maltempo e danni alle colture: l’allarme di Masiello

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in foto Gennarino Masiello

I forti nubifragi che hanno colpito ieri tutta la Campania hanno messo a dura prova gli agricoltori in un mese di agosto caratterizzato da continui temporali, spesso associati a grandine. Lo segnala Coldiretti Campania, che evidenzia grossi danni nell’agro nocerino-sarnese, tra Salerno e Napoli, dove le perdite di ortaggi in pieno campo arrivano anche al 100%. I produttori di San Marzano Dop registrano perdite del 30/40%, dovute all’eccesso di umidità che ha colpito le radici delle piante e i pomodori in maturazione. Danni ai frutteti si segnalano anche nell’area tra Napoli Nord e Caserta, dove negli ultimi giorni si è abbattuta la grandine e forti raffiche di vento, che in alcune aree hanno abbattuto interi filari di meleti e pescheti. La perdita del raccolto di frutta nelle zone maggiormente colpite si stima tra il 70 e il 100%. Per la stessa ragione si rilevano danni al tabacco, a macchia di leopardo, tra Caserta e Benevento. Preoccupazione in Irpinia per la raccolta delle nocciole. Gli allevatori segnalano difficoltà anche nelle stalle. Sotto osservazione vigneti e uliveti, aspettando cosa verrà giù dal cielo nei prossimi giorni.
“Purtroppo siamo costretti ogni anno a fare i conti con l’impazzimento del clima – sottolinea Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania – che alterna periodi fortemente siccitosi, come lo scorso anno, a concentrazioni di precipitazioni in periodi in cui le colture hanno bisogno di sole. Il paradosso è che le forti piogge di questi giorni scivolano via e lasciano solo danni, mentre dovremmo essere in grado di trattenere l’acqua per utilizzarla quando manca. La nostra organizzazione, oltre a spingere facilitazioni nelle assicurazioni, è da tempo in prima linea per rafforzare la resilienza delle imprese agricole. Ben venga la proposta di riordino dei Consorzi di Bonifica, purché vada nella direzione degli investimenti in infrastrutture e tecnologia in grado di reagire ai mutamenti climatici. Stesso discorso vale per i fondi europei, nella cui programmazione deve trovare sempre più spazio il rafforzamento della capacità di reagire agli effetti del climate change”.