Confindustria al Governo: Piano in 5 anni da 250 mld per creare 1,8 mln di occupati

96

Un piano di cinque anni, la durata di una legislatura, per creare 1,8 milioni di posti di lavoro, una riduzione di più di 20 punti del rapporto tra debito pubblico e Pil, una crescita del prodotto interno lordo reale vicino a 12 punti percentuali e una crescita dell’export consistente superiore alla domanda mondiale. E’ quanto propone Confindustria nel documento finale delle Assise generali. L’associazione degli imprenditori ritiene che questi obiettivi possano essere raggiunti attraverso l’impiego e il reperimento in cinque anni di 250 miliardi di euro. La precondizione è che non si smontino “riforme fondamentali” e se si attua “un programma di medio termine basato su modernizzazione, semplificazione ed efficienza”.
Gli effetti del piano proposto da Confindustria “incorporano sia il tendenziale di lungo periodo, nel presupposto che continuino a operare gli strumenti che hanno favorito la crescita nell’ultimo anno come Industria 4.0 e il Jobs act, sia l’apporto aggiuntivo delle azioni” proposte dall’associazione degli imprenditori. “Queste – si legge nel documento finale delle Assise generali – sono determinati per far compiere al Paese quel salto di scala e di efficienza nei risultati che consente di passare dall’inversione di tendenza a una vera e propria ripresa con ricadute apprezzabili e visibili come nel caso dell’occupazione dove più di 800mila nuovi posti di lavoro sono imputabili al piano confindustriale”. Per quanto riguarda i fondi per realizzare gli obietivi prefissati “un’Europa che libera risorse per investire in infrastrutture, formazione, ricerca e innovazione – spiega Confindustria – potrebbe contribuire fino a 93 miliardi di euro. Un settore privato che investe nell’economia reale e si orienta su obiettivi di politica economica potrebbe contribuire fino a 38 miliardi. Azioni di bilancio pubblico potrebbero contribuire fino a 120 miliardi. Spetta a tre attori (Europa, imprese e istituzioni nazionali) agire per far sì che queste risorse vengano raccolte e poi impiegate in modo produttivo per raggiunge le tre missioni Paese”