Emergenza Coronavirus: Ascensoristi, una categoria a rischio ma sempre in prima linea

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di Antonella Amato

Nell’ultimo DPCM del 22/03/2020 emanato dal Presidente del Consiglio, la categoria degli “Ascensoristi” è stata classificata tra le “ATTIVITA’ PRODUTTIVE ESSENZIALI” motivo per cui il servizio per le emergenze e riparazioni necessarie alla messa in esercizio degli impianti ascensore in caso di blocco è sempre attivo 24 ore su 24 nei condomini, negli ospedali negli stabilimenti produttivi aperti per fronteggiare l’emergenza. Questa è una delle categorie presente quotidianamente per continue emergenze e per le quali il governo non ha previsto misure economiche adeguate.

“In questo periodo di emergenza per coronavirus la nostra categoria è in prima linea” – dichiara Davide D’Amico, amministratore della TIMAS Ascensori, società campana attiva nel settore ascensore, con l’installazione di nuovi impianti, riparazione e manutenzione non solo nel privato ma anche per enti pubblici e ospedali. “Ogni giorno tutta la categoria presidia costantemente su tutto il territorio nazionale circa un milione di impianti ascensori tra pubblico e privato, riceve richieste d’intervento per guasti e fermi di persone bloccate in cabina e le squadre di tecnici rispondono alle richieste con interventi di emergenza anche presso ospedali dove sono ricoverati pazienti Covid-19. Pur essendo provvisti dei DPI imposti dal decreto siamo esposti costantemente al contagio. Inoltre – continua D’Amico – nell’ultima ordinanza della Regione Campania sono stati bloccati per via precauzionale i cantieri e tutta la categoria è stata costretta a sospendere i lavori per i nuovi impianti in costruzione con un ingente danno economico per tutta la filiera.

Alle criticità sopra citate si aggiungono le problematiche che, gran parte degli impianti in esercizio, sono maltenuti, vecchi, richiedono lavori manutentivi costanti e straordinari che devono essere deliberati ed approvati nelle assemblee di condominio che per le attuali restrizioni non sono regolarmente svolte dagli amministratori ipotecando serie criticità agli impianti ascensori con conseguenti ricadute di responsabilità su tutta la filiera di imprenditori, enti notificati per il controllo biennale come imposto dal DPR 162.99 s.m.i, amministratori d’immobili o legali rappresentati.

Mi auguro che il governo a brevissimo possa prevedere un decreto ad hoc per fronteggiare l’emergenza nazionale prevedendo misure economiche anche per la nostra categoria che rischia di bloccarsi per mancanza di fondi. Lo stop dell’indotto nazionale a breve potrebbe causare la perdita di milioni di euro. La filiera dell’intera categoria rischia la crisi per mancanza di liquidità nelle casse delle imprese di manutenzione e costruttori di ricambistica e nuovi impianti.

Inoltre sarebbe anche opportuno coinvolgere gli amministratori di condominio mediante tutte le loro associazioni come ad esempio ANACI – UNAI – ANAPI – ANAMMI per chiedere loro di non bloccare assolutamente e ingiustificatamente i pagamenti per i servizi resi agli impianti che – conclude – sono espletati anche in piena emergenza da tutta la categoria nazionale, dando la possibilità a tutto l’indotto nazionale di continuare ad essere pronti per le richieste d’intervento e di poter reperire eventuali ricambi necessari alla messa in funzione di impianti ascensori evitando inevitabili disagi per l’intera comunità nazionale”.