Fca, al via le negoziazioni a Piazza Affari e Wall Street

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A cura di Antonio Arricale Avranno inizio, oggi, le negoziazioni sul NYSE e sul MTA delle azioni ordinarie di Fiat Chrysler Automobiles, società nata dalla fusione per incorporazione di Fiat Spa in A cura di Antonio Arricale Avranno inizio, oggi, le negoziazioni sul NYSE e sul MTA delle azioni ordinarie di Fiat Chrysler Automobiles, società nata dalla fusione per incorporazione di Fiat Spa in Fiat Investments. E’ quanto ricorda una nota di Borsa Italiana in cui spiega che le azioni Fiat saranno concambiate in azioni della incorporante nel rapporto di 1 azione ordinaria FCA per 1 azione Fiat. Inoltre ogni azione ordinaria Fiat sarà concambiata dall’incorporante con 1 azione ordinaria qualificata più 1 azione a voto speciale, che attribuisce al titolare un diritto di voto aggiuntivo ma non è trasferibile. Sul fronte valutario, particolare attenzione merita la coppia dollaro-yen. Il dollaro USA è calato contro lo yen lo scorso venerdì, per via dei timori sulle previsioni per la crescita economica che hanno pesato sulla richiesta di yen tradizionale valuta rifugio. Il cambio USD/JPY è sceso dello 0,17% a 107,64 dollari, non lontano dal massimo delle ultime tre settimane di 107,52. Il cambio ha chiuso la settimane in calo dell’1,97%. Il dollaro è sceso al minimo di tre settimane contro lo yen lo scorso giovedì dopo i verbali della Federal Reserve del vertice di settembre che hanno mostrato che alcuni dei membri del consiglio direttivo temono un rallentamento nella crescita mondiale e l’impatto di un dollaro più forte sulle previsioni di inflazione. Sul verbale si legge che “alcuni partecipanti hanno espresso il timore che un calo della crescita economica e dell’inflazione nella zona euro potrebbe far ulteriormente apprezzare il dollaro ed avere effetti negativi sul settore estero statunitense”. I verbali hanno spinto gli investitori a ridurre le aspettative di un aumento prima del previsto dei tassi di interesse USA. L’Indice del Dollaro USA, che replica la performance del biglietto verde contro un paniere di sei altre principali valute, ha chiuso il mese in calo dell’1% a 85,92. Questo chiude l’impennata settimanale che durava da 12 settimane che ha visto l’indice salire di oltre l’8% da inizio luglio. Il sentimento dei mercati ha risentito dei dati che hanno mostrato che la Germania ha conosciuto un improvviso calo nel settore manifatturiero e nell’export. Il calo dei prezzi delle materie prime ha alimentato i timori che l’economia globale sta rallentando. I prezzi del greggio Brent sono scesi al minimo degli ultimi quattro anni lo scorso venerdì. Il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le previsioni di crescita per il 2014 e per il 2015 ed ha avvertito che la crescita mondiale potrebbe non raggiungere più i livelli precedenti alla crisi. Venerdì il Vice Presidente della Fed Stanley Fischer ha dichiarato che un aumento della crescita mondiale più debole del previsto potrebbe motivare un rallentamento dell’aumento dei tassi di interesse. L’euro è sceso venerdì al minimo di cinque anni contro uno yen più forte, con il cambio EUR/JPY in calo dello 0,72% a 135,93. Nella settimana prossima gli investitori attenderanno i dati USA e sulla produzione industriale che daranno indicazioni sulla forza della ripresa USA. Sia negli Usa che in Giappone i mercati saranno chiusi nella giornata di lunedì. Borse asiatiche Oggi la Borsa di Tokyo è rimasta chiusa per celebrare il Giorno della salute e dello sport. Gli scambi riprenderanno regolarmente domani. Borsa Usa Wall Street ha chiuso la seduta di venerdì scorso in territorio negativo, nonostante l’avvio in rialzo.A fine giornata l’indice Dow Jones ha ceduto lo 0,69%, mentre l’S&P500 ha perso l’1,15%. Peggio il Nasdaq che ha lasciato sul parterre il 2,33%. Oggi gli scambi sulla Borsa di New York potrebbero essere sottili per via della festività nazionale e con i mercati dei bond chiusi. Questa settimana sono attesi i conti delle grandi banche americane, con JPMorgan, Citigroup e Wells Fargo. Europa Chiusura di seduta in deciso ribasso per le principali borse europee. Questa settimana l’incertezza è stata alimentata dai dati negativi arrivati dalla Germania e dal taglio delle stime sull’economia globale da parte del Fondo monetario. Seduta pesante per la Borsa di Francoforte con l’indice Dax scivolato ai minimi dell’ultimo anno. Da segnalare il tonfo del petrolio Wti che a New York è sceso sotto quota 85 dollari al barile. In particolare, il Dax ha perso il 2,40% a 8.788,81 punti, il londinese Ftse100 è arretrato dell’1,43% a 6.339,97 punti, il parigino Cac40 è calato dell’1,64% a 4.073,71 punti mentre a Madrid l’Ibex35 ha mostrato una flessione dell’1,20% a 10.150,50 punti. Italia Piazza Affari ha chiuso in ribasso ma lontano dai minimi toccati appena sopra la soglia psicologica dei 19.000 punti. L’indice Ftse Mib ha infatti chiuso con un ribasso dello 0,93% a 19.200 punti. Tonfo di STM (-5,49% a 5,59 euro) in scia ai deboli numeri della rivale americana Microchip. Male anche Mediolanum (-3% a 5,005 euro) dopo che Fininvest, come conseguenza delle disposizioni di Banca d’Italia e Ivass, dovrà dismettere la partecipazione eccedente il 9,9% detenuta nel gruppo di Ennio Doris. Eni ha ceduto il 2,29% a 16,61 euro in scia alle notizie riportate dal Financial Times riguardo al giacimento Kashagan. Fiat ha chiuso l’ultima seduta a Piazza Affari con un ribasso del 2,11% a 6,94 euro. Dalle 15:45 di oggi vedrà la luce a Piazza Affari il titolo FCA che, alle ore 9:30 locali, debutterà anche a Wall Street. Mediaset (+1,05% a 2,69 euro) e Telecom Italia (-0,54% a 0,827 euro) sotto i riflettori. Secondo Il Sole 24 Ore circolerebbe un dossier su una possibile alleanza Mediaset-Telecom Italia che passerebbe attraverso il conferimento di Mediaset Premium nell’ex monopolista delle telecomunicazioni in cambio dell’8% della società. Tra le banche gli acquisti hanno prevalso su Banco Popolare (+2,41% a 11,46 euro) e Ubi Banca (+0,49% a 6,06 euro). In negativo sono invece finite Montepaschi (-1,87% a 0,997 euro), Unicredit (-0,59% a 5,80 euro), Intesa SanPaolo (-0,18% a 2,206 euro) e Mediobanca (-0,15% a 6,48 euro).


I dati macro attesi L’agenda della settimana Oggi, lunedì 13, i mercati in Giappone saranno chiusi per festa nazionale. Negli USA i mercati saranno chiusi per il Columbus Day. Si segnala l’Eurogruppo che chiama a raccolta i ministri delle Finanze per discutere dei bilanci 2015. Sul fronte missioni, oggi è prevista l’asta di titoli italiani a medio-lungo termine. Martedì 14 non sono previsti eventi particolarmente importanti. Mercoledì 15 ottobre. Gli USA rilasceranno i dati sulle vendite al dettaglio, il dato che misura la spesa dei consumatori, che rappresenta la maggiore voce dell’economia. Il paese rilascerà inoltre i dati sui prezzi alla produzione e sull’attività manifatturiera nell’area di New York. Giovedì 16 ottobre. Gli USA rilasceranno i dati settimanali sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione unitamente ai dati sulla produzione industriale e sull’attività manifatturiera nell’area di Philadelphia. Venerdì 17 ottobre. Gli USA chiuderanno la settimana con il report sulle concessioni edili e sui nuovi cantieri, nonché il report preliminare sul sentimento dei consumatori.