Il mosaico caprese di Ernesto Mazzetti

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di Maria Carla Tartarone Realfonzo

“Capri, un mosaico. Memorie isolane di protagonisti e comprimari” è l’ultimo libro di Ernesto Mazzetti edito dall’editrice caprese La Conchiglia. Il libro si propone di parlare dell’isola di Capri ed io mi sono affrettata a leggerlo per ritrovare la magia dei luoghi che avevo scoperti quando mio marito – Almerico Realfonzo – mi ci condusse la prima volta quella sera, appena sposati, allorché raggiungemmo Capri da Sorrento per fermarci alla “Pensione Belsoggiorno”, sulla strada di Sopramonte, non lontano dalla Piazzetta. Ero incantata. Non ero mai stata in quell’isola, ma Almerico me ne aveva parlato e un poco alla volta mi fece scoprire quei luoghi, mostrandomi i particolari. Certo, vedemmo anche alcuni amici, quando capitava, ma furono le stradine, gli scorci panoramici, il verde, la vista dei luoghi dalla seggiovia, che mi affascinarono totalmente. Nel libro di Mazzetti prevalgono le persone: egli racconta le caratteristiche dei personaggi, quasi sempre amici. Molti li ricordo, riconosco le loro personalità: Massimo Caprara che nel 1989 scrisse “Ritratti in rosso”, Alfonso e Virginia Gambardella, Ettore Settanni, abitanti di ville famose circondate dal verde, adagiati nella loro professionalità, ampiamente raccontata. Oppure figure straordinariamente interessanti, come George Norman Douglas, ultimo protagonista del Gran Tour. Lo scrittore cita più volte l’Editrice La Conchiglia, che nel 1955 pubblicò già “Scrittori stranieri a Capri”, ristampato nel 1986, una importante raccolta di Riccardo Esposito ed Ausilia Veneruso.
Per La Conchiglia anche Almerico si impegnò, pubblicando il libro, “Almanacco Caprese” nel 2014, raccontando la storia caprese di Scott e Zelda Fitzgerald. E nel 2020 era sul punto di terminare un altro libro che presto avrebbe spedito. Nel libro “Almanacco Caprese” si conservano anche molte immagini che ricordano i magici luoghi dell’isola. L’attività di Almerico gli valse, tra l’altro, il “Premio Capri-San Michele”, nel 2015, consegnatogli presso il bel Hotel Capri Palace, ad Anacapri.
L’isola da molti è un luogo considerato misterioso, certamente di particolare rilievo se consideriamo che anche Gioachino Murat, inviato da Napoleone, e la Corona Inglese lottarono a lungo per appropriarsene finché vinse Murat per mano del valoroso Lamarque e del coraggioso Thomas, il quale venne ferito ben cinque volte a Capri e che poi divenne governatore dell’isola stimolando l’agricoltura con la coltivazione anche della patata che qui era ignota. Egli fu molto amato a Capri come ci racconta Roberto Ciuni in “La conquista di Capri”, edito da Sellerio nel 1990.
Lo scrittore e giornalista Ernesto Mazzetti, ci parla di tempi più vicini e ricorda molte persone illustri, in un mosaico di nomi, ricordando i loro interessi e le loro case amene nei luoghi affascinanti dell’isola. Troviamo una sintesi per ciascuna personalità, tante, cominciando dai primi del Novecento, da Augusto Witting Mazzetti, suo zio che gli “insegnò Capri”. Proseguendo nella lettura incontriamo Lucio Amelio, poi Corrado Beguinot, Massimo Ciuni, Massimo Caprara, Gianni Cerami, amici di Almerico, e Roberto Ciuni che creò un premio giornalistico “Roberto Ciuni-Isola di Capri”, ed incontriamo anche diverse donne come Diana De Feo, Mariolina De Gaudio Mirra, Ornella De Martino. Ultimo tra i giornalisti e gli scrittori da ricordare, anche per la sua capacità di attrarre con simpatia i presenti, è Francesco Durante, per il quale non solo Capri ma anche “L’America scritta e cantata”, come leggiamo, erano fondamentali. I luoghi capresi hanno attratto tanti studiosi e letterati, molti dei quali ricordati da Mazzetti, che viceversa non indugia sui luoghi dell’isola, sul suo mare, sulle sue rocce scoscese sempre cercati e amati ed anche causa di guerre rovinose, una storia che mi è sempre apparsa misteriosa e attraente.