Kiton, nuovi negozi in Usa e Cina ma la produzione sempre qua

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L’estero come sbocco per il prodotto e non per realizzare la produzione. E’ questa la filosofia di Kiton, azienda napoletana dell’abbigliamento che si concentra su manifattura di altissimo profilo, fondata nel 1968 da Ciro Paone e oggi guidata da Maria Giovanna Paone che ne è vice presidente. ”Noi concepiamo lo sviluppo esterno – ha spiegato Paone- come sbocco per il nostro prodotto, non come luogo in cui collocare la produzione che resta in Italia che per noi è il mercato di riferimento e di partenza. Al momento, gli obiettivi aziendali sono l’apertura di altri negozi negli Usa e in Cina ma soprattutto vogliamo consolidare i punti vendita già attivi”. La Kiton grazie a un finanziamento Sace (Gruppo Cdp) da un milione di euro ha acquisito il Lanificio Barbera, mentre con la collaborazione di Simest ha realizzato un’operazione di sviluppo nel mercato della Corea del Sud. L’azienda ha 800 dipendenti in tutto il mondo, di cui 450 nello stabilimento di Arzano (Na) e un fatturato da 120 milioni di euro. E sempre ad Arzano ha costituito una Scuola di alta sartoria, mentre a Milano ha acquistato Palazzo Ferré. ”Ciò che riteniamo importante – ha aggiunto – è avere un prodotto sempre più esclusivo. Non ci interessa aprire negozi in maniera massiccia. Essendo un’impresa di famiglia le valutazioni relative alle nuove aperture sono sempre molto scrupolose. Oggi – ha proseguito Paone – bisogna tenere conto di fattori come il terrorismo, le crisi politiche ed è necessario analizzare attentamente i mercati costantemente in movimento”. L’attenzione di Kiton pertanto si concentra su quelle città estere che – ha concluso Paone – ”possono avere un business interessante per il nostro prodotto”.