La campania in vetrina nazionale tra Sorrento e Genova con i cammei di Giuseppe Leone

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La ventunesima edizione del Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito scandisce l’appuntamento annuale con lo spettacolo e la cultura e si fa ancora una volta vetrina delle eccellenze della regione Campania, territorio che per ricchezza culturale e varietà di prodotti sa rendersi competitivo sul piano nazionale e internazionale. Due sono gli appuntamenti previsti dalla kermesse 2016, coordinata da Mario Esposito, dal titolo “Comunicare con l’arte”: uno spettacolare a Piano di Sorrento il 29 ottobre (in cui saranno premiati non solo attori ed interpreti, ma anche filiere del sistema culturale: stagioni artistiche, progetti musicali, festival, rassegne teatrali ecc) e uno tecnico-seminariale che si svolgerà, invece, a metà dicembre a Genova.

 

 

Si risaldano con la ventunesima edizione del Premio “Penisola Sorrentina” i legami tra Genova e Sorrento  nati in occasione dell’ anno 2004 quando Genova fu Capitale Europea della Cultura” afferma Davide Viziano, che è stato Presidente di Genova capitale Europea della Cultura e che, ora, presiede Palazzo della Meridiana, una delle istituzioni più importantiper interesse storico ed artistico nonché cornice di eventi internazionali. Continua Viziano: “La collaborazione che si è instaurata sul tema importante di  “Comunicare l’Arte” è tesa a far conoscere le grandi valenze del nostro Paese che troppo spesso non vengono adeguatamente comunicate sia in Italia che all’estero; non mancheranno iniziative tra la Liguria e la Campania che prenderanno l’avvio con un programma di valorizzazione dell’arte nel rapporto con l’artigianato attraverso lo show room del maestro Giuseppe Leone dedicato al cammeo. Sarà una splendida occasione di portare in Liguria le eccellenze artistiche della Campania con i suoi raffinati artigiani”. La scelta di Genova non è casuale, ma va a richiamare i rapporti economici e storici oltre le comuni vocazioni turistiche, portuali, marinaie tra i due territori, soprattutto se si pensa al periodo di dominazione spagnola. E sarà proprio Palazzo della Meridiana, una delle residenze inserita nel circuito dei Rolli e sito Unesco dell’umanità, ad ospitare la tavola tecnica di scambio culturale tra le due regioni con una mostra su cammeo “ Miti e racconti su conchiglia” di Giuseppe Leone, artista di Buonalbergo. Ogni cammeo prende forma su una serie di incisioni, che Giuseppe Leone produsse nel 1993, dal titolo Prodigiose Meteore. Le Prodigiose Meteore nascono sui tavoli luminosi della redazione di Napoli Oggi di Via Monte di Dio. “Trovai nella camera oscura un cartone di pellicole bruciate che dovevano essere gettate via perché avevano preso luce. Pensai che era uno spreco perdere quella bella superficie lucida e nera. Ne presi una e la misi sul tavolo luminoso, con il taglierino cercai di inciderla, ma senza esito. Provai allora ad inumidirla con una spugnetta e notai che il tratto scorreva, in questo modo, più facilmente facendo trapassare la luce. Naturalmente il segno non era pienamente controllabile, dunque doveva essere rapido: tutto andava fatto di getto, senza ripensamenti, altrimenti la pellicola si sarebbe asciugata”, racconta Leone, spiegando come oggi, dopo molti anni dalla nascita delle sue Meteore, abbia cercato di far rivivere quelle poderose immagini mitologiche su conchiglia, grazie all’aiuto dei maestri dell’incisione del corallo e del cammeo di Torre del Greco. In particolar modo è assieme alla collaborazione con il maestro Francesco Scognamiglio che si è giunti a quella sintesi ideale dove, interfacciando arte e artigianato, si vanno scandagliando le diverse opportunità che la materia può offrire. Se le Meteore nascevano come esperimento, guizzo veloce e ferino, i cammei da esse scaturiti si affermano come pura sperimentazione artistica nel momento in cui quello che fu rapido pensiero creativo si ammansisce nel gesto minuzioso e sapiente del maestro Scognamiglio. Ma non solo, le opere di Leone sono un richiamo all’imperitura amicizia e il continuo scambio intellettuale tra l’artista e il poeta Michele Sovente, scomparso nel 2011. Fu infatti Sovente, nel 1993, a scrivere a proposito delle Prodigiose Meteore: “Sembrano provenire direttamente da un altro mondo. Non tanto perché una solfurea mitologia ne rappresenta l’asse portante, ma soprattutto per il modo in cui s’intrecciano segni e forme, figure e scene, umori beffardi e trame favolistiche”, sottolineando la natura beneventana delle figure incise da Leone, che pur si intingevano meravigliosamente nella lava del Vesuvio così come nelle archeologie di un mondo antichissimo.

 

 

 

Nella serata del 29 ottobre, ai vincitori del prestigioso riconoscimento, tra cui l’attore Leo Gullotta e il direttore del Teatro Manzoni di Milano Edoardo Sylos Labini, saranno non a caso consegnate le statuette con cammeo, ideate per l’occasione dall’artista Giuseppe Leone ed incise dal maestro Francesco Scognamiglio. Il cammeo diventa allora quel punto di convergenza tra arte e artigianato, tra pensiero e gesto, nonché un ponte solido tra la Campania e la Liguria, in un gemellaggio culturale capace di mettere l’arte sempre in primo piano.