L’Asmel: Fase 2, i sindaci chiedono semplificazione. Stop al Codice degli appalti. Sondaggio di Noto

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In foto Francesco Pinto, presidente di Asmel

I sindaci di tutt’Italia a stragrande maggioranza si esprimono per la semplificazione e la deregulation nella Fase 2. Proposte concrete che rivedono ruolo e funzioni di Anac e Consip con la sospensione del Codice Appalti e l’applicazione diretta delle norme europee.
È quanto emerge dall’ultima indagine condotta da Noto Sondaggi su un campione rappresentativo dei primi cittadini italiani, commissionata da Asmel, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali che aggrega oltre 3mila Comuni soci.

L’eccesso di norme ostacolo alla trasparenza

Per l’89% dei sindaci intervistati, l’eccesso di norme e prescrizioni troppo dettagliate rappresenta il principale ostacolo alla trasparenza e all’efficienza della pubblica amministrazione.
Il 72% del campione, si spinge inoltre a sostenere la necessità di sospendere la validità del Codice degli Appalti, applicando al suo posto le Direttive europee scritte in linguaggio semplice e comprensibile. Percentuale che schizza all’85% tra i sindaci del centro destra.

Ripensare ad Anac e Consip

L’85% dei primi cittadini ritiene necessario impegnare l’Autorità a collaborare con gli Enti nelle verifiche dopo l’aggiudicazione degli appalti, anziché nella fase preliminare.
Quanto a Consip, con un voto quasi plebiscitario, il 93% degli intervistati sostiene la necessità di riportare le competenze della Centrale esclusivamente agli appalti gestiti per conto dei Ministeri, come era previsto originariamente. Lasciando così agli altri Enti pubblici piena autonomia per gli acquisti nei casi essi si rivelino più convenienti.

Le battaglie Asmel

«Dal sondaggio emerge la conferma della fondatezza delle nostre battaglie – sostiene Francesco Pinto, segretario generale ASMEL – contro il bigottismo normativo, la vera palla al piede dell’intero Sistema Italia, pubblico e privato. I Sindaci non si limitano alla protesta ma espongono proposte concrete, basate sull’esperienza quotidiana di chi opera sul territorio ed è sottoposto costantemente al controllo civico, tra i primi baluardi di democrazia e di efficienza dei processi amministrativi. Tra le proposte c’è quella di sostituire i tanti inutili controlli formali nella fase di gara con verifiche sostanziali nella fase di esecuzione delle opere pubbliche. Con l’affermazione degli appalti telematici, infatti, tracciabilità e trasparenza nelle gare sono garantite e in ogni caso si può fare ricorso ai Tar che si esprimono in tempi strettissimi».
«La concretezza delle posizioni dei Comuni – continua Pinto – emerge anche dalla messa in discussione di monopoli e oligopoli negli acquisti pubblici per favorire il pluralismo di Stazioni appaltanti e Centrali di committenza. In un settore caratterizzato da dinamismo e concorrenzialità, il pubblico deve sapersi muovere con efficienza e professionalità. Vincoli e rendite di posizione, imposte ex lege, vanno nella direzione opposta, come dimostrano le vicissitudini Consip anche in questa fase emergenziale».

Qui risultati del sondaggio

Qui i grafici