Maschere rinascenti all’Institut Francais di Napoli

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“Vi aspettiamo numerosi stasera a partire dalle 18 all’Istituto francese di Napoli di via Crispi per l’inaugurazione della mostra “Pulecenella e noi: maschere rinascenti” a cura di Robin Summa. Da non perdere sempre alle 18 in mediateca una presentazione/dibattito sulle maschere della Commedia dell’arte con il regista teatrale Attilio Maggiulli, direttore e fondatore della Comédie Italienne di Parigi, e Domenico Scafoglio, professore ordinario di antropologia culturale all’Università di Salerno e presidente del comitato per la candidatura all’Unesco di Pulcinella”: le parole del Console Generale di Francia Laurent Burin Des Roziers
Alle ore 18 del venerdì 17 gennaio, nella Mediateca dell’Istituto francese di Napoli si è tenuta la presentazione del libro di Pierangelo e Robin Summa « La maschera è libertà, Storia di un’insurrezione teatrale », e una discussione su « Pulcinella e le sue maschere » tra Robin Summa, Attilio Maggiulli (Direttore della Commedia italiana di Parigi), Domenico Scafoglio (professore di antropologia cultura presso l’Università di Salerno e Presidente del Comitato pro-Pulcinella) e Stefania Spisto (Presidente de « Il Quaderno Edizioni »).
Dal Venerdì 17 Gennaio 2020 al Martedì 25 Febbraio 2020 si terrà all’Istituto Francese di Napoli, Palazzo « Le Grenoble », Sala « Noir et Blanc », la mostra « Pulecenella e noi: maschere rinascenti ». Questa mostra propone al pubblico di scoprire l’universo della maschera di Commedia dell’Arte, partendo dal personaggio caratteristico di Napoli, Pulcinella. Questo percorso verrà eseguito attraverso la presentazione delle maschere teatrali di Pierangelo e Robin Summa.
Robin Summa, scultore di maschere e scrittore, nasce in Francia il 12 Aprile 1994. Dopo aver frequentato medie e liceo ad indirizzo musicale e teatrale, Robin Summa consegue la laurea triennale in Filosofia nel 2014 alla Sorbona. Insegna poi Lettere moderne in diverse scuole medie del sobborgo parigino. Nel 2015, come già aveva precedentemente fatto sua sorella Sara, riprende l’attività del padre Pierangelo Summa (1947-2015), mascheraio, burattinaio e regista di fama internazionale, che gli aveva insegnato, prima di morire, l’arte di creare, scolpire e fabbricare maschere per il teatro e lo spettacolo dal vivo. A partire dalla fine dell’anno 2019, Robin Summa sviluppa la sua attività tra Francia e Italia, dove le vengono dedicate varie mostre (Libreria della Maison Jean Vilar, Avignon; Cavallerizza Reale, Torino), proposti vari interventi (Festival Ethnoi, Pesco Sannita; Festival d’Avignon, Francia; Libreria Francese di Roma), laboratori (Festival Prospettive Distorte, Castrovalva; Scuola di Pace, Napoli) e interviste (InSitu Radio; Dodici Magazine). Nel mese di Novembre 2019, cura il primo volume del libro « La Maschera è libertà: Storia di un’insurrezione teatrale », edito e pubblicato da «Il Quaderno Edizioni ». Questo primo libretto si propone di offrire al lettore una storia sintetica della Commedia dell’Arte e delle sue maschere, così come la raccontava Pierangelo Summa. È stato pubblicato sulla base dei suoi scritti, della trascrizione delle sue conferenze e delle sue lezioni sulla maschera.
“ Apparsa in Italia nel XVI secolo, la Commedia dell’Arte verrà portata con grande successo in Francia, terra d’accoglienza dei commedianti dell’Arte, a partire dal XVII secolo. Fino ad oggi, i personaggi della commedia dell’arte hanno continuato a vivere ed evolvere sia grazie alla loro popolarità in Francia che alla loro popolarità in Italia. Pulcinella è, senza dubbi, il personaggio della Commedia dell’Arte ancora oggi cosi spontaneamente vivo nella sua città natale: Napoli. In effetti, ogni personaggio della Commedia dell’Arte è apparso in primis in una città molto specifica d’Italia: Arlecchino a Bergamo, Pantalone a Venezia, il Dottore a Bologna … Ma solo Pulcinella è così presente, vissuto, persino incarnato, ancora oggi, con multiple ed autentiche forme (maschere, dipinti, statue), in quasi tutte le case, in quasi tutti i bar, in quasi ogni angolo della sua città natale. Pulcinella, o Polichinelle in Francia, si distingue dagli altri personaggi della Commedia, prima di tutto per la sua potente vitalità attuale, ma anche per la sua storia
singolare: mezzo uomo, mezzo diavolo, mezzo dio; concentrazione intensa della cultura e dello stato d’animo napoletani; mezza-maschera con caratteristiche precise ma di cui ci sono molte varianti; figura chiave della Commedia dell’Arte; discendente simbolico di un gallinaceo, incarnazione, in Africa, degli angeli dell’Inferno; erede della sirene alata Partenope … o imitazione semantica e fisiologia dell’attore Paolo Cinelli, ipotetico contadino napoletano del XVI secolo, individuato da una troupe di attori francesi? Pulcinella sembra portare con sé molte leggende e influenze, che li danno e ridanno continuamente vita, e riaprono quindi il nostro incontro con tutte le altre maschere della Commedia dell’Arte”.
Come il padre Pierangelo, Robin Summa concepisce la maschera come un oggetto d’arte, ma anche, se non soprattutto, come une oggetto popolare e vivo, spesso sovversivo. La maschera contiene in se una storia, e si nutre anche del rapporto che l’attore intrattiene con essa, e con “l’altro”, il pubblico – e in modo più generale, con la società. Non nasconde: rivela; invita a interrogare sempre il rapporto che gli individui intrattengono tra di loro.
Questa mostra si propone di riscoprire le maschere di Commedia dell’Arte realizzate da Robin Summa sulla base dei calchi delle maschere del padre Pierangelo, partendo da Pulcinella e aprendo poi verso tante altre maschere della Commedia dell’Arte. Se ne potranno vedere sia la dimensione e le origini storiche e tradizionali – verrà proposta per esempio una scultura di un Pulcinella «antico » realizzata dallo scultore napoletano Francesco Cretella -, che la dimensione contemporanea e attuale – attraverso le fotografie di Mattia Giordano, fotografo di moda. Durante tutta la durata della mostra verrà anche offerto ai visitatori la possibilità di provare varie maschere davanti allo specchio, per capirne la plasticità e vederne le costante evoluzioni possibili, tramite la participazione attiva al dialogo tra maschera e attore.