Omicidio Calabresi, Toscani: L’appello contro il commissario? Non lo rinnego, era la cosa giusta

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in foto Oliviero Toscani

“Sarebbe interessante sapere come mai anche Fellini firmò quell’appello. È una storia molto più complicata. Io avevo un padre che faceva il reporter al Corriere della Sera, e aveva le notizie molto…vicine, e si diceva che qualcuno teneva Pinelli per il bavero della giacca fuori dalla finestra per farlo parlare, la giacca gli scivolò dalla mano e Pinelli morì. E chi era il capo della polizia là? Io non voglio dire chi è stato e chi non è stato, si tratta comunque di una storia molto brutta”. Così all’AdnKronos il fotografo Oliviero Toscani, che nel 1971 firmò l’appello su L’Espresso contro il Commissario Luigi Calabresi, ucciso a Milano il 17 maggio del 1972 da un commando di Lotta Continua. “Pinelli l’ho conosciuto – osserva Toscani -, era un pover’uomo, un anarchico pittoresco, era un uomo fantastico, un pochino ingenuo. Non credo avesse neanche il pensiero del suicidio. Era un uomo sano, in fondo, primordialmente sano”. Tornando indietro, Toscani firmerebbe di nuovo quell’appello? “Non si può tornare indietro – sottolinea -, le cose si fanno al momento. Se tornassi indietro non vorrei essere nato in Italia. Penso sia un po’ da vigliacchi dire ‘se tornassi indietro’…se tornassi indietro forse mi sposerei con un’altra donna, forse non farei figli, forse farei una vita completamente diversa”. Commentando, poi, quanto affermato l’anno scorso da un altro firmatario dell’appello contro Calabresi, Paolo Mieli (“mi vergogno di quella cosa, non è una bella pagina della mia vita”), Toscani afferma: “Non si può rinnegare in questo modo, non dico di aver fatto una cosa giusta, ma in quel momento lì forse era la cosa giusta da fare per me, siccome non ero solo, fra l’altro, ed ero anche molto più giovane, avevo 50 anni in meno, era un momento storico diverso”. “Ma poi Calabresi – aggiunge Toscani – …siccome in Italia quando uno muore diventa santo, c’è la beatificazione dei morti…Calabresi era molto antipatico, va bene? Non era simpatico. Mi dispiace, ma comunque non ci si domanda se Michelangelo era simpatico o no, o Picasso o Fidel Castro. Nessuno dice ‘Hitler era simpatico o antipatico’, non è questo il punto…comunque in quel momento lì Calabresi era molto antipatico”. “Io non sono un cattolico che si deve pentire per avere l’assoluzione – chiosa, infine, Toscani -, non ho bisogno di assoluzione per quello che ho fatto 50 anni fa”.