Scultura, Jago abbandona un suo bambino in piazza Plebiscito

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in foto "Look down", il bimbo in catene, opera di di Jago abbandonata dall'artista in piazza del Plebiscito a Napoli (foto di Chiara Imparato)

di Mara Carla Tartarone Realfonzo

In Piazza del Plebiscito, sui sanpietrini, di fronte alle statue dei re di Napoli site negli archi del Palazzo Reale, Jago (Jacopo Cardillo nato a Frosinone il 18 aprile 1987), un giovane scultore, abbandona un suo bimbo di marmo bianco, appena nato, da qualche mese, tenero, emozionante, che attrae anche per la solitudine in cui è lasciato, sebbene legato ad una catena. Il giovane Jago ha prodotto altre pregevoli sculture e ha ricevuto dal Papa nel 2012 la Medaglia del Pontificato per aver scolpito un busto di Benedetto XVI. Chiamato da Sgarbi, ha partecipato alla cinquantaquattresima Biennale di Venezia a soli 23 anni. Nel 2019 a New York ha completato la sua scultura “Il figlio velato”, attualmente conservata nella Cappella dei Bianchi nella Chiesa di San Severo, nel rione Sanità dove egli abita, chiaramente ispiratai al “Cristo Velato” del Sammartino. La cultura del giovane scultore è impregnata dell’arte seicentesca napoletana che lui riveste della contemporaneità, come ha ben compreso Sgarbi che non lo avrebbe chiamato alla Biennale senza coglierne le promesse. L’artista ha abbandonato il suo bambino, simbolo del lockdown, la sua opera d’arte, come un tempo si abbandonavano i bimbi all’Annunziata, dove fu pur lasciato Gemito, lo scultore di cui andiamo gloriosi, che ha pure scolpito un Re negli archi del Palazzo Reale. Attendiamo con ansia ulteriori opere dal giovane maestro che fa bene a mostrarsi al pubblico della sua città, che dovrà stimolarlo e sostenerlo.