Sparatoria a Napoli, il cardinale Sepe: Porterò Noemi dal Papa

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In foto il cardinale Crescenzio Sepe

“Quello che è avvenuto è un miracolo. Appena Noemi starà bene la porterò dal Papa”. Così il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, al termine di una visita alla piccola Noemi, rimasta ferita durante una sparatoria a Napoli. “Le ho portato un peluche, ha sorriso con gli occhi. Abbiamo detto il ‘Padre Nostro’ tutti assieme e lei ha mosso le labbra”, ha aggiunto l’arcivescovo.
Il cardinale definisce “schegge impazzite, disgraziati, poveri uomini, belve” chi ha fatto del male a Noemi. “Dio la farà pagare eccome – ha detto Sepe – stasera nell’omelia dirò che spero si convertano”. “Questi disgraziati pensano di bistrattare e di violentare una cultura, una società, una città come Napoli attraverso queste azioni – ha detto il cardinale – quando uno violenta un’altra creatura, Dio la fa pagare eccome ed è pure giusto, perché tu offendi, ammazzi una mia creatura, perché Dio è padre di noi e quindi tu offendi Dio. Questo Dio, come ha fatto con Caino e Abele grida vendetta, nella sua giustizia, che è misericordia, Dio la fa pagare, il signore non può rimanere con gli occhi chiusi o le orecchie chiuse, la farà pagare”. Del resto, ha sottolineato Sepe “vivono miseramente questi poveri disgraziati di paura, di angoscia, di terrore, se va tutto bene vanno a finire in carcere altrimenti vanno al cimitero e questo è anche il modo di pagare il male che si fa agli altri”.
La vicenda di Noemi per il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, ha fatto in modo che “ci sentissimo tutti quanti affratellati, al di là delle ideologie politiche, delle differenze, tutti uniti abbiamo sentito questa bambina come qualcosa che ci apparteneva. Questo ha potuto dimostrare la nobiltà, la solidarietà, la sensibilità di un popolo come quello di Napoli che ci conferma che la città nella stragrande maggioranza è matura”. Le condizioni di salute migliorate della piccola, sono per il cardinale “un sospiro di speranza, soprattutto ha dato la percezione di una sensibilità umana verso questa bambina che poche volte aveva avuto l’occasione di esprimersi”.