Come ridurre spread e debito pubblico

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di Franco Fronzoni

Poiché la situazione del nostro debito pubblico eccede percentualmente sul nostro PIL esageratamente rispetto a quello di Germania e Francia, siamo in imbarazzo con il resto della UE, per cui, allo scopo di avere pariteticità di credibilità , mi porrei l’obbiettivo fondamentale di ridurre questa differenza, anche per non essere più esposti al penalizzante spread che dobbiamo subire sul mercato del nostro debito; il suo maggior costo viene valutato intorno a 40/50 mld annui, ma in condizioni avverse, anche maggiore, con il grave danno di accrescere, vieppiù, l’ammontare del debito.
Per questo obbiettivo si dovrebbe intervenire sul mercato – così come egregiamente effettuato dalla Banca europea, ad iniziativa dell’allora suo Governatore Draghi – anche ad opera Ministero del Tesoro, se fortificato della disponibilità di una somma adeguata; da qui una mia proposta.
Premesso che gli Italiani posseggono risparmi per circa 4.500 miliardi depositati nelle banche; che, detratto quanto investito in Titoli del nostro DP e/o impiegato per compiti istituzionali; si dice (ma anche dimostrato) che restino non investiti circa 1.500 miliardi depositati in conti correnti privi di una qualsiasi redditività, se non negativa.
Poiché la detta situazione del DP dura, ormai, da troppo tempo ed è sempre in peggioramento – basti pensare che abbiamo speso, finora, circa 2.400 miliardi per soli interessi (più dell’intera consistenza del nostro attuale debito pubblico) – formulo la proposta che lo Stato richieda l’aiuto di tutti i cittadini – segnatamente quelli che possiedono risparmi non impiegati -per l’adesione alla sottoscrizione di un particolare PRESTITO SALVAITALIA VINCOLATO, al principale scopo della NEUTRALIZZAZIONE DELLO SPREAD, ed ottenere contemporaneamente la diminuzione dell’importo del Debito, riportandolo al livello percentuale di quello dei primari Stati della UE.

QUESTE LE MODALITA’ DEL NUOVO PRESTITO 
1) durata trentennale, anonimo, al portatore,
2) tasso di rendimento 1%, non tassabile come la sottoscrizione;
3) rimborso in ciascun anno, di un trentesimo dell’intero importo costituito dalla somma della parte capitale e della sorta di interessi (alla maniera dei mutui), a mezzo di estrazione a sorteggio dei titoli;
4) consegna ai sottoscrittori, in contemporanea ed in aggiunta ai Titoli sottoscritti, di Certificati di pari importo, con taglie anche frazionate, spendibili, così come denaro contante, nelle transazioni private fra cittadini, imprese e società, che verranno effettuate nel solo territorio italiano, quindi per il solo mercato interno: Particolari accorgimenti e dettagli, quali limiti di obbligatorietà, percentuale per ciascuna transazione, rapporti con le Banche ed altri, da definirsi al momento opportuno.

Faccio un esempio, indicativo e sommario, dell’operazione per un importo di 600 mld (per riportarci alla pari degli altri Stati). L’importo globale degli interessi sarebbe pari a 90 mld (grossolanamente, 1/100x 600mld x 15 anni = 90); l’importo annuale del rimborso risulta dalla somma della cifra sottoscritta aumentata di quella per interessi, divisa per trenta, cioè (600.000.000.000 + 90.000.000.000/30 = € 23 miliardi. La cifra del rimborso annuale di € 23.000.000.000 comprenderebbe quote diverse, anno per anno, di rimborso capitale e di interessi.

Il risultato finale emerge nella lettura delle sottostante considerazioni:
a) gli interessi sul nostro DB hanno inciso sul Bilancio nazionale, nell’ultimo decennio con una media di circa 60 mld annui, a fronte di un avanzo primario di 30 mld;
b) il costo annuo dell’operazione inciderebbe sul Bilancio per 23 mld ,per la durata del prestito e, solo tre per interessi e 20 per ammortamento del prestito;
c) alla fine dell’intervento il nostro DP risulterebbe ridotto a 1.700 mld (2.300 – 600), ed i relativi interessi annui ridotti a circa 17 mld (1 %);
d) nel corso dell’operazione, il Bilancio dello Stato risulterebbe gravato di 40 mld(17 +23) , in luogo dei 60 di cui al punto a) e, pertanto sforerebbe soltanto per circa 10 miliardi (anziché per gli attuali 60);
e) che questi 10 mld potrebbero risultare anche inferiori, se non annullati, in dipendenza del vantaggio, sicuramente ottenibile, al momento dei rinnovi delle varie scadenze, nonché al momento del collocamento dei 600 mld dell’operazione.

VANTAGGI
1. Per lo Stato. Otterremmo subito il risultato dell’annullamento dello spread con conseguente riduzione graduale del debito (che, nel corso dell’operazione intelligentemente modulata, scenderebbe, per l’appunto, di 600 mld) e, degli interessi relativi. Al termine dell’intervento, ci ritroveremmo con un DP di circa 1700 mld (inferiore al 100% del PIL e alla pari con quello degli altri Stati).
2. Per i sottoscrittori. Innanzitutto, l’anonimato e, poi, la spendibilità nel mercato interno di parte di quanto sottoscritto a mezzo dei Certificati (di importo frazionato adeguatamente) che dovrebbe invogliare i Cittadini per il rimborso a quote annuali, con possibilità di rientro in possesso della parte estratta, in maniera anticipata. Per offrire altro invogliamento alla sottoscrizione, suggerirei di valutare anche la possibilità di premiare i sottoscrittori, pagando, ancora, gli interessi per un anno o due, agli estratti (poca cosa, ma invogliante), con modesto aggravio dei numeri.
3. Mondo esterno. Ritengo che, con una tale operazione, nessuno potrebbe mai più pensare che l’Italia, rappresenti un peso per la UE.

CONSIDERAZIONI FINALI
La sottoscrizione – che farei al portatore, anche non sofisticando sulle origini dei denaro – dovrebbe essere affidata al Ministero delle Finanze (ove esiste un ottimo Ufficio dedicato) il quale potrebbe entrare nel mercato nel momento giusto per calmierane il tasso (e quindi il valore della collocazione) ed anche con acquisti intelligenti in ogni momento nel quale emergesse una tendenza all’aumento dello spread. Si contribuirebbe, così, a ridurre ulteriormente e, continuamente, l’entità del debito restante.
Sono convinto che gli Italiani sarebbero disposti ad aderire alla sottoscrizione e, vederla come risultato utile par la nostra Italia (alla faccia di tutti).
Naturalmente, si dovrebbe sancire l’assoluta garanzia per un rigoroso agire nell’unico obbiettivo della riduzione del DP, senza alcuna possibilità di dirottamento a fini diversi.