Confindustria Caserta, a San Leucio presentato il piano Vesuvio

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Presentato al Belvedere di San Leucio (Ce) il Progetto Vesuvio della Fondazione Convivenza Vesuvio, ente c’è Confindustria Caserta, un progetto socio-economico costruito sulla base del rischio vulcanico a cui è esposto un terzo della Regione Campania, ed in particolar modo sugli iniziali 18 comuni della cosiddetta Zona Rossa Vesuviana (ad oggi 25).
Il Progetto Vesuvio contempla un “progetto di evacuazione” con esercitazioni e interventi infrastrutturali e un piano di riequilibro demografico regionale che possa fronteggiare emergenze di breve, medio e lungo termine, preservando la struttura economica e sociale di capitale umano presente tutt’oggi, all’ interno della regione Campania.
In caso di eruzione vulcanica, l’evacuazione dei Comuni della Zona Rossa dell’area vesuviana (356,03 km²), disciplinata dal Piano Nazionale dell’Emergenza dell’area Vesuviana della Protezione Civile (datato 1995), prevede il trasferimento in 19 regioni italiane di oltre 600.000 persone e, nel caso in cui l’eruzione, dovesse riguardare, anche la Zona Gialla (che comprende 59 Comuni della Provincia di Napoli e della Provincia di Salerno), il trasferimento sarebbe di circa 100.000 persone, parziale o totale a seconda dell’entità dell’evento. Inevitabile pensare ad una serie di catastrofiche conseguenze “a cascata” economiche, sociali e culturali, che metterebbero in ginocchio l’intera regione per decenni; basti pensare che nei comuni vesuviani sono presenti oltre 600.000 buoni fruttiferi (dati della Protezione Civile divulgati nella esercitazione Mesimex 2006) ed oltre 180.000 conti correnti postali e bancari.
La Fondazione Convivenza Vesuvio, attraverso il Progetto Vesuvio, contempla, in virtù di una possibile, seppur scongiurata minaccia vulcanica, l’ipotesi di un graduale riposizionamento programmato, delle persone e delle attività economiche presenti Zona Rossa Vesuviana, verso le altre province della Regione Campania (Caserta, Benevento, Avellino, Salerno).
Il progetto, ha quindi l’obiettivo di indirizzare diversamente il piano nazionale di Emergenza Vesuvio, a favore di un vero e proprio progetto di riqualificazione urbanistica regionale, salvaguardando, in caso di eruzione vulcanica, l’ecosistema dell’intera regione.