Dal marchese De Sade a Francesco Durante ed Ernesto Mazzetti: tre secoli di scritti su Capri

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Pensando ai futuri giorni che trascorrerò a Capri, un’isola che ho sempre amato da quando ho conosciuto Almerico, desidero riprendere tra le mani i libri che sono stati scritti con amore su questo luogo magnifico e ho cominciato a cercarli nelle librerie di casa. Ma sono tanti, di autori rilevanti e che mi attraggono, talvolta con pagine evidenziate da qualche annotazione di Almerico che pone in rilievo una frase o un pensiero. Mi ha spinto a riflettere l’ultimo libro di Ernesto Mazzetti, “Capri un Mosaico”, che si dedica ai molti personaggi che hanno amato l’Isola, edito da la Conchiglia, una editrice caprese che promuove molto i suoi luoghi con gli editori Riccardo Esposito, anche scrittore, ed Ausilia Veneruso. Tra i tanti personaggi che Mazzetti ricorda con attenzione vi è anche Francesco Durante, un amante sia della letteratura americana sia di quella italiana, e naturalmente dell’isola di Capri in cui era nato e dove purtroppo è prematuramente morto nel 2019. Nel suo libro “Storia e letteratura degli italiani negli Stati Uniti, la scena di Little Italy”, edito da Pironti nel 2013, Durante, docente di Cultura e Letteratura degli italiani d’America all’Università Suor Orsola di Napoli, racconta numerose vicende della storia letteraria internazionale, riandando perfino all’incontro di Dante e Virgilio in un mondo lontanissimo e diverso, “qui nel ponente dove il sì non suona”, viene pronunciato. In questo suo libro Durante cita molti autori rilevanti nel rapporto America-Italia, per lui fondamentale, anche nella musica, autori che mette in rilievo con particolare cura, come sempre avviene nei suoi scritti sull’isola di Capri, sul cui paesaggio e sulla cui storia ha scritto con dovizia di note. Tra i numerosi personaggi da lui citati, tra l’Italia e l’America, sono da ricordare cominciando dal 1800, Riccardo Cordiferro, Eduardo Migliaccio e, più tardi, ancora Tony (Carlo) Ferrazzano. Del Novecento, nato a New York nel 1935 è Giovanni De Rosalia, siciliano, anch’egli autore di canzoni e macchiette di Little Italy, un genere che ha accomunato le due culture. Nato nel 1889 a New York è Amando Cennerazzo; invece di Roma fu Gino Calza che anche pubblicò a New York; infine a Parma nacque Michele Pane nel 1876 che morì a Chicago nel 1953. E Durante ricorda altri scrittori, anche poeti di cui riporta rime e scritti per mostrarci come siano stati ispirati, tra l’Ottocento ed il Novecento in due mondi lontani, ma vicini nella cultura e nell’amore per Capri. Il desiderio di dimostrare l’unione di culture lontane lo riscontriamo anche nel piccolo libro “Due Capri”, poco più che un centinaio di pagine scritte, a cura di Durante, da William Dean Howells e da Bayard Taylor, due noti scrittori americani, amanti della nostra isola, edito dalla casa editrice La Conchiglia. A Durante, molto cordiale e sempre accogliente allorché lo si incontrava, piaceva anche cantare e ciò teneva ancor più unito il pubblico che si incontrava, per questioni letterarie, nei luoghi ameni dell’isola. Tra i suoi libri, in “Il richiamo azzurro”, edito dalla Conchiglia, lo scrittore riporta il vasto numero degli autori che si sono occupati con amore della nostra Capri, di tutti i suoi misteriosi e ameni luoghi: della Grotta Oscura (la Grotta Azzurra), della Villa Jovis, del palazzo di Tiberio e dei tanti misteriosi affascinanti ruderi, che attraggono gli studiosi. Questi nostri luoghi sono amati anche da altre lontane persone che devono compiere lunghi viaggi per giungere a Capri, dall’America, dalla Europa del nord, dalla Germania. Abbiamo scrittori anche del Settecento: il Marchese De Sade ci scrive “Capri nel voyage d’Italie” e poco dopo troviamo le Memorie di J.H. Wilhelm Tischbein in “Napoli 1799 Estratto dalle mie memorie”, con uno scritto di Benedetto Croce, edito da La Città del Sole nel 1999. Tischbein, molto interessato alla cultura italiana, fu per dieci anni insegnante all’Accademia d’Arte di Napoli in un periodo moto difficile, quando i francesi combattevano contro i lazzaroni, attorno al 1799. Molti sono stati altri letterati tedeschi, molto citati, affascinati dai nostri luoghi nel passato. Lunga e ardua è la storia di Capri che inizialmente sotto la tutela di Amalfi, nei secoli subì il dominio di europei che tendevano a impadronirsene, come i Borbone dalla Sicilia, i Francesi, gli Inglesi, subendo molte battaglie. Famose sono, in particolare, le battaglie del 1808 tra Francesi e Inglesi, raccontate da Roberto Ciuni in “La conquista di Capri”, edita da Sellerio. Anche Francesco Durante ci ha raccontato questi tormenti che hanno alimentato la passione verso i suoi luoghi: in parte in “Il richiamo azzurro Storia letteraria dell’isola di Capri” in cui partendo da Svetonio, Tacito, Giovenale, citando Plinio il Giovane, trascorrendo il Medioevo, il Barocco, il Settecento, fino a giungere alla Germania di Gregorovius. Altri ospiti illustri dell’isola furono Dumas, Gogol, Gregorovius, e tanti altri, tutti intelletti geniali che ci hanno tramandato ricordi interessanti, a cui io ho appena accennato. Questi i nostri luoghi, che desideriamo sempre raggiungere, come ci ricordava anche Giuseppe Galasso in “Capri, insula”, edito dalla Conchiglia nel 1993. Altro personaggio da cercare storicamente fu il colonnello McKowen che fece costruire la Casa Rossa, nemico di Axel Munthe, fondatore della Villa San Michele, mentre base di Gorki fu Villa Behring che divenne poi l’Albergo Ercolano della mia giovinezza. Altro genio fondatore viene considerato Norman Douglas, cui seguono altri personaggi come Jacques Fersen, Roger Peyrefitte, André Gide che vi condusse Gabriele D’annunzio. Ultimo che ho trovato tra i miei libri è “Almanacco Caprese” del 2014, ancora edito dalla Conchiglia, che narra anche di uno dei tanti amori trascorsi sull’Isola, tra i noti protagonisti Scott e Zelda Fitzgerald, nel 1925, raccontato con interessante capacità di interpretare i personaggi dall’autore Almerico Realfonzo.