Fondazione Campania Welfare, 600 mila € contro la fuga dalle aule e per i servizi all’infanzia: via al bando

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Contrastare la dispersione scolastica, innovare i servizi per i bambini da zero a 6 anni, promuovere l’educazione ambientale, prevenire e contrastare le nuove dipendenze tra gli adolescenti come la ludopatia, ma anche rafforzare la responsabilità genitoriale e sostenere donne in condizioni di svantaggio o vittime di violenza. Sono gli obiettivi che si pone la Fondazione Campania Welfare (già Fondazione Banco Napoli per l’assistenza all’infanzia) che ha stanziato, grazie ad un contributo della Regione Campania, 600 mila euro per il co-finanziamento di progetti che pongano al centro l’inclusione sociale dei nostri bambini ed adolescenti.

in foto Patrizia Stasi

Potranno presentare la propria candidatura associazioni del Terzo Settore, cooperative sociali, start-up a vocazione sociale ed altre Organizzazioni senza scopo di lucro. I dettagli per la Manifestazione d’Interesse sul sito www.fbnai.it. Le domande potranno essere presentate secondo i criteri e le modalità descritte dall’avviso pubblico entro il 27 agosto. Le fasce di popolazione a Napoli più colpite dalla crisi erano a rischio di povertà già prima del coronavirus, come i giovani o i lavoratori a termine. In molte famiglie all’insufficienza di reddito si è aggiunta la mancanza di computer e connessione internet o di ambienti adatti all’istruzione a distanza dei figli. “È evidente – spiega Patrizia Stasi, presidente della Fondazione – che la crisi ha acuito la povertà dei più deboli ed è, purtroppo, ragionevole pensare che le difficoltà manifestate in quest’anno e mezzo possano avere ripercussioni durature”. Le analisi sull’impatto sociale della pandemia evidenziano un ‘arretramento’ che sta colpendo duramente molte famiglie ma non tutte allo stesso modo. “La differenza più sostanziale riguarda l’aspetto generazionale – sottolinea Stasi – con le famiglie più giovani, e quindi con figli più piccoli, colpite con un’intensità doppia rispetto alle famiglie più anziane; la loro difficoltà economica riduce la potenzialità di sostenere adeguatamente, anche sul versante sociale, il proprio nucleo familiare. Le norme di distanziamento sociale hanno effetti anche sull’identità individuale che si costruisce nel rapporto con gli altri, con la famiglia, con gli amici e con i colleghi di lavoro”.