Il Bello o il Vero sarà un polo
Databenc si prepara all’Expo

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La città al centro dell’offerta turistica per Expò 2015, capace di attrarre le migliaia di persone che raggiungeranno l’Italia. Questo è l’obiettivo dei prossimi mesi per Napoli. La città al centro dell’offerta turistica per Expò 2015, capace di attrarre le migliaia di persone che raggiungeranno l’Italia. Questo è l’obiettivo dei prossimi mesi per Napoli. Lo ha ben chiaro Angelo Chianese, presidente di Databenc, il distretto ad alta tecnologia per i beni culturali, che ha organizzato, con Isabella Valente, docente di Storia dell’arte contemporanea alla Federico II, con il Forum Universale delle Culture e il Comune di Napoli, la mostra “Il Bello o Il Vero – la scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento” all’interno dell’affascinante Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore. “A San Domenico, attorno alla mostra, che sarà aperta fino al 31 maggio – spiega Chianese – vogliamo creare un polo della cultura napoletana. Una rete culturale in grado di attrarre non solo i turisti ma anche i cittadini napoletani che troppo spesso non si rendono conto del tesoro su cui tutti noi siamo adagiati. Per questo motivo, in occasione dell’Expò 2015, stiamo organizzando un calendario di eventi culturali, musicali e enogastronomici fittissimo, a partire dalla Notte degli Innamorati con un apertura straordinaria e diverse novità per i visitatori: basterà farsi scattare, gratuitamente, una foto dallo staff da condividere sui social network, davanti ad una statua tra quelle esposte e la coppia avrà diritto ad un ingresso ridotto a cinque euro a persona”. Inoltre, a partire dalle 19, l’associazione NarteA alzerà il sipario per la prima assoluta de “‘O ssaje comme fa ‘o core”, un inedito itinerario musicale teatralizzato (costo 15 euro – info 334 6227785). “Il Bello o Il Vero – continua il presidente – deve catalizzare, dare una scossa ad una città che in uno dei momenti più importanti del nostro paese, non può permettersi di stare a guardare. Nei prossimi mesi l’Italia sarà sotto i riflettori. E Napoli dovrà esserci. Perché non ha nulla da invidiare ad altre città, ma solo da dare, offrire, se messa nelle condizioni ideali”. E la mostra è un classico esempio di quanto la nostra città può offrire. Duecentosettantuno opere provenienti da musei, gallerie e collezioni private di tutta Italia. Caso unico nel Belpaese, per la complessità della mostra e per le tecnologie applicate. Infatti, nuove tecnologie digitali ed interattive introducono innovative modalità di fruizione delle opere. Le sculture parlano grazie ad una applicazione scaricabile gratuitamente e progettata per smartphone e tablet, per raccontarsi ai visitatori. Il significato della mostra, poi, è quello di dare luce ad un periodo di ricchissima vitalità artistica della città che inspiegabilmente nei libri di storia dell’arte non viene trattato. Bello o Vero, perché quelli furono i temi, gli ideali, attorno ai quali si divisero gli artisti e scultori napoletani. Raffigurare e rappresentare l’uomo per quello che è o idealizzarlo cercando la perfezione stilistica? “Un passo in avanti importante, poi – precisa Chianese, parlando di come poter sostenere il patrimonio artistico e del futuro prossimo della mostra e dei suoi gioielli – è senz’altro quello di comunicaremeglio l’arte. Sostenerla quando si riescono a creare, tra diverse difficoltà, vere e proprie eccellenze”. Che fare dopo? “Mi auguro vivamente che le opere e le sculture della mostra non ritornino nei depositi ma che possano farsi apprezzare anche e meglio oltre i confini cittadini”.