Le idee e il pensiero di Aldo Moro, un insegnamento di grande attualità

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In foto Aldo Moro

di Antonio Limone*

in foto Antonio Limone – Direttore Generale Izsm

Quarantaquattro anni dopo quel 9 maggio del 1978, dopo un sequestro durato 55 giorni, il cadavere del presidente democristiano Aldo Moro viene ritrovato nel portabagagli di una Renault rossa che le Brigate Rosse hanno parcheggiato in via Caetani, a metà strada tra le sedi della Dc e del Pci, il suo ricordo, che si celebra oggi nella giornata in memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, ancor prima di una cosa dovuta, è un diritto, soprattutto per chi all’epoca dei fatti ancora non c’era o era troppo piccolo.
Aldo Moro non va ricordato per come è morto. Aldo Moro va ricordato per quello che ha detto quando era in vita, quando ha assunto delle posizioni politiche strategiche al servizio del Paese, quando ha costruito quello che era un processo di democrazia che ha portato avanti la Nazione.
Il pregio di Moro è stato quello di aver costruito una politica fatta di confronto, di dialogo. Una politica non per il potere, piuttosto realizzata per arrivare ad una giustizia sociale, per risolvere i problemi delle persone, per ampliare un orizzonte di democrazia.
La sua concezione della politica la si legge nel suo percorso di vita che lo ha visto crescere in statura intellettuale, non rinchiudendosi in un sapere astratto, ma riflettendo ed affinando, confrontandosi senza pregiudizialità.
Ricordarlo, senza conoscerlo, resta una nefandezza umana. Conoscere Moro potrebbe essere indispensabile per affrontare i tempi difficili che ci aspettano, per iniettare maggiore democrazia in un momento in cui questa “vacilla”.
Proprio nei tempi in cui viviamo, il pensiero di Aldo Moro, gli insegnamenti, gli ammonimenti, sono fondamentali per darci una lettura geopolitica di come il mondo sta cambiando.
Occorre comprendere che dopo la pandemia c’è bisogno più che mai di utilizzare la ricerca per una crescita sociale, culturale ed economica, perché abbiamo capito, con dati scientifici inoppugnabili, che le grandi sfide che ci attendono hanno bisogno di fondere virtuosamente ricerca e politica; questa è la vera sfida, l’unica in grado di affrontare il terzo millennio senza estinguere la specie: cambiamenti climatici, desertificazione del pianeta, diffusione di malattie infettive per effetto della disintegrazione degli ecosistemi, sostenibilità delle produzioni, antibiotico resistenza, nuove fonti di energie rinnovabili, tutte problematiche rese più acute dopo la percezione così vicina di un conflitto che è ad un passo dal diventare globale. Perché in un’epoca di grossi sconvolgimenti economici, politici, culturali e sociali, il sapere-conoscenza-scienza assume sempre più valore perché, in un’economia dove l’unica certezza è l’incertezza, la sola risorsa sicura di vantaggio competitivo duraturo è la conoscenza ed è proprio per questo che oggi, più che mai, avremmo bisogno degli insegnamenti di Aldo Moro.

*Direttore Generale Izsm