**Myanmar: Soliani (Associazione Amicizia Italia–Birmania), ‘rischio guerra civile’** (3)

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(Adnkronos) – “Sarebbe molto importante che si aprisse un dialogo interno in Myanmar con tutti gli esponenti, compresi i militari”, prosegue. Quei militari che, dice, “non hanno ancora imparato come l’esercito può vivere in un Paese democratico”, che sono un gruppo di persone con “interessi personali, economici e di potere fortissimi”, che “si sono mossi esclusivamente per il loro interesse personale, di autodifesa, di immunità, di tutela delle loro enormi ricchezze, del prestigio, del potere” dopo le elezioni dell’8 novembre con la vittoria del partito di Aung San Suu Kyi. Qui militari che, incalza, “non sanno cos’è la democrazia o quanto meno non hanno accettato fino in fondo la volontà del popolo e si sono messi contro il popolo”, che “non conoscono il diritto, non conoscono il rispetto della dignità delle persone”, che “in queste ore hanno ucciso passanti e venditori ambulanti, una donna incinta”.