Porto di Salerno, Messineo: Nel 2018 grande opera di riqualificazione dell’approdo turistico

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Il 2018 porterà la realizzazione di opere di difesa del porto turistico Masuccio Salernitano. A svelare i particolari dei progetti è Francesco Messineo, commissario (fino al 31 dicembre 2017) dell’Autorità Portuale di Salerno e segretario generale dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Tirreno Centrale. Ospite all’Istituto nautico di Salerno, prima di spiegare cede ad un preambolo personale: “Ricordate il palazzo dell’ex capolinea Sita? Ecco, da ragazzo la finestra della mia camera affacciava proprio sul porto turistico”. Lo scrive LaDenuncia.it di Francesco D’Ambrosio. Dice: “Il punto è che questa è un’opera incompiuta, un porto incompleto, sbagliato e che necessitava sin dall’inizio di opere per il raggiungimento degli standard minimi di sicurezza. Negli anno duemila è mancata l’attenzione pubblica in tal senso in quanto il tema della infrastrutturazione della portualità turistica è stato in buona sostanza demandata ai privati attraverso lo strumento del project financing”. Messineo illustra i tre progetti redatti dall’Autorità portuale per la messa in sicurezza (per i primi due ci attiveremo nei prossimi mesi”): “Con determinate condizioni meteo-marine l’ormeggio è insicuro.
Partendo dalla certezza statistica che le mareggiate capaci di abbassare i livelli di sicurezza nel porto (le libecciate – vedi gli effetti nel video in basso, ndr) si registrano più di una volta all’anno e tenendo in debito conto il rapporto costi-benefici, sono state progettate misure di contrasto in grado di dimezzare l’altezza dell’onda: il primo intervento consiste nello stringere l’imboccatura attraverso la costruzione di un ‘pennello’ di 45 metri di lunghezza posto perpendicolarmente al molo di sovra flutto a 75 metri dalla testata; molo che romperebbe l’onda incidente che oggi tende naturalmente ad entrare in maniera parallela al molo di sovra flutto; l’intervento non è soggetto a valutazione ministeriale di impatto ambientale e, quindi, passiamo alla fase di gara.
Il secondo intervento consiste nel rifacimento della calata di riva ed il primo tratto di quella del molo di sovraflutto realizzando una banchina anti-riflettente, ossia in grado di assorbire, dissipandola attraverso l’infrangimento del moto ondoso su scogli interni, gran parte dell’energia delle onde.
Il terzo intervento consiste nell’allungamento della testata del molo di sovraflutto: opera che però a differenza delle due precedenti, ha il limite di costare diversi milioni di euro”. Tempi e soldi: “L’intervento di restringimento dell’imboccatura costa 750mila euro a valere su fondi dell’Autorità portuale. La gara partirà nel 2018 ed i tempi di realizzazione sono stimati in 6 mesi. La realizzazione della nuova banchina di riva costa 3 milioni; contiamo di concludere la progettazione entro il 2018. La realizzazione avverrà in una fase successiva al primo intervento. L’investimento per il prolungamento del molo di sovraflutto è nell’ordine dei 6-7 milioni: prima di procedere dovremo però verificare gli effetti delle prime due opere”. Conferma, infine, l’intervento di allocazione di reti metalliche “richieste dal Questore per evitare che di sera i moli diventino covo di delinquenti”.