Premi, dal libro di Scotti e Zoppi a Zigon ecco tutti i vincitori del Sele d’Oro Mezzogiorno

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L’ex ministro Vincenzo Scotti e l’ex sottosegretario Sergio Zoppi per il loro libro sul Meridionalismo, la Fondazione “Ugo La Malfa” per il Rapporto su “Le Imprese industriali del Mezzogiorno”, l’imprenditore Marco Zigon per il suo impegno a favore dell’industria e la cultura sul territorio: sono solo alcune delle personalità premiate questa sera nel corso della cerimonia di chiusura della XXXIV edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno, svoltasi in piazza Europa ad Oliveto Citra.
Vincenzo Scotti e Sergio Zoppi ottengono l’ambito riconoscimento nella sezione “Saggi” per il volume “Non fu un miracolo: L’Italia e il Meridionalismo negli anni di Giulio Pastore e Gabriele Pescatore”, un libro che, è letto nelle motivazioni, offre “uno spaccato di storia da un punto di vista originale e di grande interesse anche per i compiti attuali del meridionalismo”.
Figure o realtà che si sono particolarmente distinte nell’opera a favore del Mezzogiorno sono anche quelle che ottengono i tre Premi Speciali del Sele d’Oro. Si tratta della Fondazione “Ugo La Malfa”, il cui Rapporto sul mondo delle imprese del Sud contribuisce “a fornire non solo maggiori e più dettagliati dati di conoscenza della realtà produttiva meridionale, accendendo una luce anche sulle capacità imprenditoriali, ma anche indicazioni e spunti per l’attuazione di politiche industriali in grado di diffondere i loro effetti a tutto il Mezzogiorno e di ridurre il divario con il Nord”. C’è poi Marco Zigon, presidente del gruppo “Getra”, che opera nel settore energetico campano con due stabilimenti casertani, a Marcianise, Getra Power, e a Pignataro Maggiore, Getra Distribution. Il riconoscimento l’ottiene per il suo lavoro in campo industriale ma anche “per il ruolo e l’impegno culturale della sua Fondazione Matching Energies profuso a favore del Mezzogiorno”.
L’ultimo Premio Speciale va a Gloria Giorgianni, come amministratore delegato di “Anele”, società di produzione di contenuti audiovisivi, multimediali, televisivi e cinematografici perché “i prodotti della sua iniziativa, documentari come quello su Piersanti Mattarella, fiction televisive come ‘Dimmidite’ e progetti multi piattaforma come ‘Donne’, rappresentano una nuova capacità di fare cinema del reale mostrando il volto anche di un Mezzogiorno in grado di riscattarsi e di costruire la speranza”.
Per la Sezione “Michele Tito – giornalismo” i vincitori sono Ilvo Diamanti per la carta stampata (premiato “per le approfondite e lucide analisi anche recenti sulla società e sull’economia italiana”) e Duilio Giammaria per il programma Rai “Petrolio” (“capace di raccontare le incredibili risorse italiane, garantendo un’informazione corretta e differenziata, con l’obiettivo preciso di accendere i riflettori sul Paese e sulle sue meraviglie”).
Nella Sezione Euromed vince la tesi di laurea magistrale di Andrea Ramazzotti, “Popolazione e trasporti in Italia dal 1861” – “Population and Transport in Italy since 1861: Hierarchies, Dynamics, Growth” che “dimostra quanto lo sviluppo industriale sia divenuto influente sia nel Centro-Nord che nel Mezzogiorno”. Il premio, per la prima volta a partire da quest’anno, si trasforma, in base a un accordo raggiunto con la casa editrice Rubbettino, nella pubblicazione del lavoro monografico e nella sua diffusione a livello nazionale.
A Riccardo Dalisi, architetto e designer di fama internazionale, tra i primi a proporre il concetto di architettura partecipata, va il premio per la Sezione “Bona Praxis” mentre Alfonso Iaccarino, “protagonista e ambasciatore indiscusso nel mondo della cultura gastronomica campana e mediterranea” ottiene il Premio Speciale degli Enti Locali.
Attesissimo ospite musicale della serata, condotta da Gianmaurizio Foderaro e Giovanna Di Giorgio, il vincitore di Sanremo Ermal Meta. Sul palco anche Samuel Pietrasanta, protagonista di The Voice of Italy, e Amara, cantautrice che ha scritto alcune delle più belle canzoni di Fiorella Mannoia.