Relazioni con gli States
Il discorso di Barrosse

30

Sono molto lieta di essere qui stasera e di avere l’opportunità di conoscere meglio i membri dei Rotary Clubs di Napoli. Il governo Statunitense tiene in Sono molto lieta di essere qui stasera e di avere l’opportunità di conoscere meglio i membri dei Rotary Clubs di Napoli. Il governo Statunitense tiene in grande considerazione il lavoro che il Rotary fa negli USA, e nel mondo intero, soprattutto le attività di beneficenza e la promozione di scambi accademici e professionali. Questi scambi non solo danno la possiblità di ampliare gli orizzonti professionali dei participanti, ma contribuiscono alla comprensione reciproca tra gli USA e gli altri Paesi. Stasera vorrei parlare delle relazioni tra gli USA e l’Italia, e di quello che ci aspettiamo dal 2015 in poi. C’è, certamente, la storica e forte amicizia tra di noi, un’alleanza che va al di là dell’economia e che è basata su valori condivisi: libertà, economia, democrazia e il rispetto per lo stato di diritto. Insieme abbiamo affrontato crisi regionali e globali. Abbiamo dato stabilità ai mercati e ai governi in tempi di trambusto politico. Abbiamo protetto i nostri elevati standard per i lavoratori e i consumatori, per la sanità, per la sicurezza e per l’ambiente. Esistono tanti ambiti diversi all’interno della nostra relazione, tra cui quello politico e quello economico, spesso interconessi ma che io tratterei separatamente. In ambito politico, ci sono tre questioni prioritarie che entrambi i Paesi devono affrontare: il terrorismo, la Russia e la situazione in Ucraina, e la continua instabilità in Nord Africa. Per quanto riguarda il terrorismo, non ci sono parole sufficienti per descrivere l’orrore provato in occasione dell’attacco terroristico contro Charlie Hebdo e al supermercato kosher a Parigi. Gli USA si uniscono alla Francia, all’Italia, e a tutti i Paesi che hanno condannato questi atti barbarici. La libertà d’espressione è un valore fondamentale di una società libera e la violenza non è mai giustificabile come reazione alle parole. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per combattere il terrorismo in tutte le sue forme e approfondire gli argomenti che sono alla base dell’intolleranza e dell’odio che strumentalizzano la religione. Al-Qaida, ISIL, BokoHaram – ognuno pensa di avere ragione, ma tutti si sbagliano. Non possiamo permettere agli estremisti di cambiare il nostro stile di vita e i nostri fondamentali valori democratici. Dobbiamo combatterli senza perdere il nostro orientamento morale. È una grande sfida che ha bisogno dell’unione tra noi tutti – la frase simbolo ‘je suis charlie’ deve diventare ‘noi siamo charlie’. Ucraina: Dall’inizio della crisi, il nostro obiettivo è stato quello di sostenere l’Ucraina e di perseguire una soluzione diplomatica che rispetti la sua sovranità e le sue frontiere. Abbiamo lavorato fianco a fianco coi nostri alleati e partner in Europa e in tutto il mondo per questo scopo. Crediamo che l’Ucraina abbia il diritto di difendersi contro la continua aggressione, e gli USA hanno investito 118 milioni di dollari per la sicurezza dell’Ucraina. Per quasi un anno la Russia ha violato la sovranità dell’Ucraina, causando danni per miliardi di dollari e la perdita di migliaia di vite. Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e il G7 hanno risposto con uno sforzo unitario, sia per mostrare il sostegno internazionale all’integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina, ma anche per dimostrare alla Russia che ci saranno costi seri e reali se continuerà a promuovere attacchi armati al territorio ucraino, e a violare l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina. La situazione in Nord Africa deve essere risolta con le trattative diplomatiche e politiche, non solo con mezzi militari. Quanto prima ci sara stabilità e rispetto per i diritti umani, tanto prima i cittadini di questi Paesi potranno godere di un’economia piu prospera e credere in un futuro migliore per i loro figli. Non si fugge da un Paese dove si sta bene. Le parole pronunciate il mese scorso dal Presidente Obama riguardo la Libia possono riferirsi anche ad altri Paesi: quando parliamo di costruire nazioni – un progetto a lungo termine – certamente possiamo aiutare, ma non possiamo farlo al posto loro. In fin dei conti, il futuro di questi Paesi è nelle mani dei loro cittadini. Insieme all’Italia e alla comunità internazionale, continueremo a lavorare senza sosta per aiutare coloro che semplicemente cercano pace e benessere per i loro Paesi. Sul fronte dell’economia, siamo consapevoli che le cose non vanno esattamente come noi vorremmo – le nostre economie, da alcuni anni, stanno faticando e non assicurano ai nostri cittadini il benessere al quale loro hanno diritto. Gli ultimi mesi hanno mostrato un cambiamento positivo, ma sappiamo che ci vorrà ancora tempo per vedere un risultato tangibile. Gli Stati Uniti sono cresciuti del 4,6% nell’ultimo trimestre, il nostro tasso di disoccupazione è sceso dal 10 al 5,9%, e stiamo creando una media di 200 mila nuovi posti di lavoro al mese, inclusi 700 mila nuovi posti creati negli ultimi 5 anni nel settore manifatturiero. E sebbene le cifre non siano ancora così positive per l’Italia, fortunatamente esistono delle opportunità. I prodotti Italiani continuano a essere molto richiesti nel mondo intero e, la forza del dollaro sull’euro potrà favorire sicuramente le esportazioni italiane negli USA e la crescita del turismo americano in Europa. Oggi, l’Europa è il nostro più grande partner per gli investimenti e per il commercio. Le relazioni transatlantiche sostengono più di 13 milioni di posti di lavoro, mille miliardi di dollari di scambio annuale e quattromila miliardi di dollari di investimenti. L’UE e gli Usa costituiscono insieme il 40% del PIL mondiale e gli scambi tra l’Europa e l’America rappresentano già il piu grande rapporto commerciale del mondo. Oltre il 50% di tutto l’investimento diretto estero degli Stati Uniti va verso gli stati membri dell’Unione Europea. Tuttavia, è possibile fare di più. Crediamo fortemente che la strada migliore per crescere insieme è quella di legare maggiormente le nostre economie. Per questo motivo, abbiamo avviato, insieme all’Europa, i negoziati per il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP). Il T-TIP ha l’obiettivo di rimuovere le barriere commerciali in una vasta gamma di settori economici per facilitare l’acquisto e la vendita di beni e servizi tra Europa e Stati Uniti. Tra i più importanti beneficiari del T-TIP, ci sono le PMI. Queste imprese sono importantissime come fonti di innovazione, lavoro e crescita, ma a queste spesso mancano le risorse delle imprese piu grandi per potere affrontare la burocrazia legata alle esportazioni. Negli USA, il 90% delle imprese sono PMI. Le stesse PMI che forniscono la metà dei posti di lavoro, ma che rappresentano soltanto l’uno percento delle aziende che esportano. Il caso è simile per l’Italia, dove le PMI sono il 99% delle imprese e assicurano nove posti di lavoro su dieci. Il T-TIP è anche un’opportunità per dimostrare che si può essere competitivi e far crescere l’economia, e allo stesso tempo proteggere i diritti dei lavoratori.Che impatto puo avere il T-TIP? Una volta ratificato, il T-TIP creerebbe il blocco economico più grande del mondo. Uno studio indipendente del Centre for Economic Policy Research di Londra prevede che il T-TIP potrebbe aumentare le esportazioni europee di oltre 119 miliardi di euro all’anno una volta implementato. È un’opportunità straordinaria sia per gli USA che per l’Europa. Quest’anno – attraverso l’Expo di Milano – possiamo progredire su altri temi di considerevole impatto per il mondo. Il tema dell’Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita,” è un tema di grande rilevanza per il mondo intero. Si stima che nove miliardi di persone popoleranno il pianeta entro l’anno 2050. Quando pensiamo a questo, e a tutte le sfide che il cambiamento climatico ci pone nella pesca, nell’agricoltura, e nell’irrigazione, non dovrebbe sorprenderci il fatto che secondo gli scienziati è essenziale espandere la produzione globale di cibo del 60% e che dobbiamo farlo in maniera sostenibile. Un mondo più sicuro dal punto di vista alimentare, nutrito e autosufficiente, è essenziale per la prosperità a lungo termine delle persone, delle comunità, delle economie e delle nazioni nel promuovere la stabilità globale. I nostri investimenti nella crescita economica, riduzione della povertà e miglioramento sanitario nelle zone del mondo in via di svilupo, promuovono la stabilita globale e sono vitali alla prosperità e alla sicurezza di tutti noi. La sicurezza alimentare globale è una priorità per gli Stati Uniti e per il Presidente Obama, e gli Stati Uniti sono attivamente impegnati a trovare soluzioni efficaci per affrontare questa sfida globale. Gli agricoltori americani producono un quarto della quantità mondiale di prodotti alimentari ma, in vista dell’incremento della popolazione mondiale, dovranno incrementare anche la loro produzione del 70% entro il 2050. Grazie alla tecnologia, all’innovazione e all’imprenditoria, l’America oggi ha una produzione alimentare maggiore e più sicura, e raggiunge un maggior numero di persone a prezzi più contenuti di quanto non abbia mai fatto nella storia. È questo che vogliamo raccontare all’Expo di Milano. Il tema dell’Expo di Milano è attuale e pressante, e fornisce un’opportunità a tutti noi, non solo a Milano ma anche al sud Italia e al resto del mondo, di esplorare i temi legati all’alimentazione del nostro pianeta, come la sicurezza e le politiche alimentari, la scienza e la tecnologia, la nutrizione, la salute e la cultura alimentare. Tutto ciò crea anche opportunità di innovazione. Il Padiglione USA promuoverà il business, l’innovazione, i prodotti, il cibo e la cultura americana ai visitatori provenienti da tutto il mondo. Il nostro tema “American Food 2.0” mira anche ad accrescere la conoscenza e l’entusiasmo per il cibo americano in tutti i suoi aspetti. In quanto nazione di immigrati, abbiamo la fortuna di avere una fusione di gusti e di ingredienti unica al mondo.Per la Campania, l’Expo sarà un’ottima occasione per sottolineare la qualità e la varietà dei suoi prodotti alimentari che coprono il 15% del fabbisogno nazionale. Ovviamente, le relazioni tra gli USA e l’Italia non si limitano a quanto descritto finora. Esistono tanti altri temi comuni e forti legami. Questi sono solo alcuni punti salienti che spero possano rappresentare la base per una continuità nel nostro dialogo.