Reti specialistiche e macroaree:
ecco il nuovo Piano ospedaliero

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Quattro reti di specialità, “autosufficienza” provinciale per Napoli, Caserta e Salerno con Avellino e Benevento che si uniscono in una sola macroarea, interventi per zone particolarmente Quattro reti di specialità, “autosufficienza” provinciale per Napoli, Caserta e Salerno con Avellino e Benevento che si uniscono in una sola macroarea, interventi per zone particolarmente disagiate indipendentemente dai bacini di utenza: sono queste alcune delle linee lungo le quali si muoverà il nuovo Piano Ospedaliero della Regione Campania. A spiegarlo al Denaro è il subcommissario Mario Morlacco che dopo le polemiche scoppiate per la pubblicazione di anticipazioni di stampa circa la sorte di alcune strutture ospedaliere in provincia di Salerno (non a caso quella di Vincenzo De Luca che potrebbe essere di nuovo sfidante di Caldoro alle prossime regionali) prova a gettare acqua sul fuoco. “Il nuovo piano ospedaliero ancora non esiste”, ripete Morlacco nonostante ci sia chi scommetta che tutto è già bello e scritto. In realtà, chiarisce il numero due della Sanità campana, si tratta di una serie di “appunti e bozze ancora in evoluzione” per cui “qualsiasi indiscrezione potrebbe essere smentita dalla formulazione definitiva del testo”. Le anticipazioni su Salerno Eppure avevano nei giorni scorsi fatto discutere, e non poco, notizie relative alla mancata riapertura dell’ospedale di Agropoli e alla chiusura del presidio di Castiglione di Ravello in Costiera Amalfitana. Secondo quanto rivelato, dal nuovo piano ospedaliero si salverebbe l’ospedale Mauro Scarlatodi Scafati, che era destinato a una drastica eliminazione dei reparti, insieme agli ospedali di Oliveto Citra, Roccadaspide, Eboli e Battipaglia, tutti con un incremento di posti letto. Alle indiscrezioni Morlacco oggi oppone uno stretto no comment, “nulla di definito”. Si limita a precisare che nel riordino “non ci sarà in regione una riduzione di posti letto quanto piuttosto una redistribuzione degli stessi in base alle nuove esigenze della Sanità campana”. Le reti L’assetto delle strutture ospedaliere del territorio verrà ricostruito secondo reti di specialità, quattro in particolare: emergenza urgenza, trauma, cuore e ictus. “L’idea di fondo – spiega il sub commissario – è che il malato non va curato in un ospedale qualsiasi ma in quello dove meglio può essere trattata la sua patologia. In caso di ictus, insomma, deve andare dove c’è la neurochirurgia e deve essere il 118 ad indirizzarlo verso la struttura migliore”. Avellino e Benevento insieme Il nuovo piano garantirà una autosufficienza provinciale, o quasi, nel senso che le reti saranno strutturate all’interno di macroaree che corrisponderanno in linea di massima al tradizionale confine provinciale. “Solo per i territori di Benevento ed Avellino che separatamente non avrebbero la possibilità di rispettare i parametri di utenza previsti dal regolamento – dice Morlacco – si sta valutando l’ipotesi di costituzione di una sola macroarea” per avere all’interno di quel perimetro tutti i servizi richiesti dalla nuova organizzazione. I tre livelli di strutture Quali sono i parametri a cui il sub commissario fa cenno? Li aveva spiegati il presidente-commissario ai consiglieri durante un’audizione in commissione Sanità lo scorso 21 novembre. “Si tratta di tre livelli a complessità crescente – aveva detto Stefano Caldoropresidi ospedalieri di base, con bacino di utenza compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti; presidi ospedalieri di I livello, con bacino di utenza compreso tra 150.000 e 300.000 abitanti; presidi ospedalieri di II livello, con bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti”. Saranno questi a “determinare le macroaree” e gli eventuali “accorpamenti funzionali”, che “si faranno per determinare un bacino più ampio per un’offerta sanitaria che sia capace di governare un sistema di funzioni equilibrato”. Le deroghe Nonostante i parametri restrittivi saranno previste deroghe per aree geograficamente più disagiate. E’ il caso di alcune zone dell’entroterra campano come l’Alta Irpinia per le quali “abbiamo studiato interventi indipendentemente dai bacini di utenza”, dice Morlacco. Un tema, quello delle deroghe, trattato anche dal governatore nel corso dell’audizione di novembre, quando aveva spiegato, che è “difficile andarle a definirle. Bisogna essere molto attenti, ma il tema esiste, non c’è dubbio, ci sono realtà territoriali che sono molto difficili da raggiungere”. I tempi Il riassetto avverrà comunque in tempi brevi. Il regolamento licenziato dalla Conferenza Stato Regioni di agosto aveva fissato nel 31 dicembre 2014 il termine ultimo entro il quale le Regioni avrebbero dovuto attuare quanto previsto in ordine alla dotazione dei posti letto e stilare un nuovo Piano Ospedaliero. Questa data però è stata superata dal successivo parere del Consiglio di Stato che, sullo stesso regolamento, ha invitato il Ministero a una rilettura e riscrittura dell’intero testo. “Siamo in attesa di un nuovo provvedimento da parte del Ministero – chiude il sub commissario Morlacco – Giunto questo, siamo pronti ad approvare il piano ospedaliero in quindici giorni”.


Quattro reti di specialità Emergenza urgenza Trauma Cuore Ictus Tre livelli di strutture ospedaliere Base 80.000-150.000 abitanti I livello 150.000-300.000 abitanti II livello 600.000-1.200.000 abitanti Quattro Macroaree Napoli Caserta Salerno Avellino-Benevento