Sviluppo dell’Area Med, simposio internazionale a Napoli

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La crisi economica degli ultimi anni, il crescente euroscetticismo e l’emergenza rifugiati hanno recentemente messo in luce la centralità geopolitica e geoculturale del Mediterraneo in ogni questione riguardante l’Europa. É il tema centrale al centro del nono Simposio annuale della Rete di ricerca sulla storia dell’idea d’#Europa, in programma da oggi a venerdì prossimo a Napoli  nell’Istituto per gli studi filosofici. L’obiettivo del convegno internazionale e interdisciplinare, rilevano gli organizzatori, “è quello di riunire storici, filosofi, antropologi e studiosi culturali e intellettuali delle arti e della letteratura e cercare di collegare studi più fermamente europei e mediterranei per gettare nuova luce sul luogo e sul ruolo del Mediterraneo nel plasmare immagini, idee ediscorsi sull’Europa dal XVIII secolo in poi”. I relatori principali sono il professore Roberto Dainotto (Duke University) e il professore Konstantina Zanou (Columbia University). “All’interno del campo sempre più importante degli studi mediterranei  – si sottolinea ancora – i confini del mondo mediterraneo sono stati radicalmente messi in discussione e problematizzati, portando a nuove prospettive che offrono un’alternativa alle narrazioni occidentaliste ed eurocentriche”. Da un lato, “l’emergere di nuovi approcci storici trans-mediterranei – in qualche modo anticipati nelle opere di Fernand  Braudel, Edgar Morin, Predrag Matvejević, Franco Cassano e ripensati da Maurizio Isabella e Kostantina Zanou – ha spostato l’attenzione sugli storici intellettuali dall’Europa come luogo della civiltà e della modernità nel Mediterraneo, come luogo in cui le vite sono condivise e i valori sono definiti all’interno di una molteplicità di lealtà e appartenenze”. D’altra parte, “gli studi europei hanno recentemente sottolineato l’ambiguità della polarizzazione geoculturale tra l’Europa settentrionale e meridionale e l’Europa atlantica e mediterranea. Tra gli altri, Roberto Dainotto e Maurizio Viroli hanno offerto una visione problematica dell’Europa che implica il concomitante rifiuto e accettazione del Mediterraneo”. Per la Campania ha partecipato ai lavori, con un abstract incentrato sulle prospettive di sviluppo della Macroregione del Mediterraneo Centro Occidentale, Paolo Pantani (presidente emerito di Acli Beni Culturali e membro del comitato promotore della Mmco). “E’ stato un confronto molto proficuo – dice Pantani – e abbiamo riscontrato molto interesse verso la nascita di una grande macroregione del Mediterraneo meridionale, sia come unione di popoli che come area di scambi commerciali”.