Verso le Comunali, gli espulsi M5S valutano ricorso per annullare il voto on line

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I 36 espulsi dal Movimento 5 Stelle di Napoli si compattano e dichiarano “guerra” ai vertici del partito dopo l’espulsione dal voto on line che ha portato prima alla selezione della terna finale, poi alla scelta del candidato a sindaco nella persona dell’ingegnere monzese Matteo Brambilla. Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenuta alla stessa ora di quella del candidato ufficiale, gli “espulsi dal movimento” come si sono orgogliosamente autodefiniti, hanno annunciato di voler valutare la possibilità di fare ricorso a Roma per invalidare il voto. Prima di farlo, però, aspettano l’esito di quelli presentati dagli espulsi nella capitale. Alla guida dei 36 ex pentastellati partenopei, non a caso ci sono due avvocati, Luca Capriello e Roberto Ionta, con Elio D’Angelo. Tutti e tre facevano parte dell’elenco generale di aspiranti candidati del Movimento alle cosiddette “comunarie” in vista delle amministrative partenopee. In attesa dell’effetto dei ricorsi romani, Capriello, Ionta e D’Angelo, hanno annunciato oggi che l’ex gruppo segreto su Facebook, denominato “Napoli Libera” (quello che ha causato la loro espulsione dal Meetup perché, come ha detto oggi Brambilla, vi venivano dette cose opposte a quelle concordate in pubblico) assumerà una forma più strutturata. L’appuntamento è per sabato prossimo quando “Napoli Libera” si presenterà come assemblea costituente. Quindi, un soggetto politico a sé stante che potrebbe anche presentarsi alle elezioni per conto proprio. In linea di massima, gli espulsi dal M5S non escludono la possibilità di un dialogo con de Magistris. Mentre sono rigorosamente contrari a qualunque approccio con il Pd. Con il centrosinistra spaccato (ancor di più i Democratici al loro interno), il centrodestra frantumato e le incrinature sempre più evidenti dei pentastellati, lo scenario delle prossime amministrative si prospetta a dir poco “affollato” di liste e simboli, di schieramenti. L’effetto di questo scenario rischia di far crescere l’astensionismo (già molto alto a Napoli) e, in ultima analisi, di favorire il sindaco uscente Luigi de Magistris.