Via al credito d’imposta per Pmi agricole

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A beneficiare dello strumento sono le singole imprese, anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, aderenti a un contratto di rete Sono agevolabili fino al limite del 40% le spese sostenute per nuovi investimenti realizzati per lo sviluppo di A beneficiare dello strumento sono le singole imprese, anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, aderenti a un contratto di rete Sono agevolabili fino al limite del 40% le spese sostenute per nuovi investimenti realizzati per lo sviluppo di prodotti, pratiche, processi e tecnologie Arriva il credito d’imposta per le imprese agricole, agroindustriali e ittiche per incentivare il potenziamento del commercio elettronico e lo sviluppo di nuovi prodotti. A renderlo operativo è un decreto del ministero delle Politiche Agricole pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine febbraio, che individua beneficiari, tipologia di spese ammissibili ed entità dell’agevolazione che per le Pmi può arrivare fino al 40 per cento degli investimenti in rete realizzati. Ma vediamo nel dettaglio che cosa prevedono le nuove disposizioni normative. Beneficiari A beneficiare del nuovo credito d’imposta sono le singole imprese, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, titolari di un reddito d’impresa o agrario, che producono prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura, aderenti a un contratto di rete già costituito al momento della presentazione della domanda, come anche le piccole e medie imprese che producono prodotti agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura anche riunite in rete (le aggregazioni devono essere formate, pena l’inammissibilità, da più imprese fra loro indipendenti). Tipologia di spesa Sono agevolabili le spese sostenute per nuovi investimenti compresi in un programma comune di rete e realizzati successivamente all’entrata in vigore del decreto, nonché per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie. I costi devono rientrare, in particolare, tra quelli definiti ammissibili dal decreto: attività di consulenza e assistenza tecnico-specialistica prestata da soggetti esterni all’aggregazione in rete; materiali per la costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili e attrezzature; tecnologie e strumentazioni hardware e software funzionali al progetto di aggregazione in rete; ricerca e sperimentazione; acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali; formazione dei titolari d’azienda e del personale dipendente; promozione sul territorio nazionale e sui mercati internazionali dei prodotti della filiera; comunicazione e pubblicità. Incentivi Il credito d’imposta è pari al 40 per cento delle spese nel limite dei 400mila euro dell’importo degli investimenti in rete realizzati in ciascuno dei periodi agevolabili, in riferimento alle piccole e medie imprese operanti nella produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (questa soglia è ridotta a 200mila euro per le Pmi per le quali non ricorrano le condizioni precedentemente indicate). Per il 2015 i crediti d’imposta sono riconosciuti nel limite massimo di 12 milioni di euro mentre per il 2016 il tetto massimo sarà di 9 milioni di euro. Nel caso in cui l’ammontare dei crediti d’imposta complessivamente spettanti alle imprese risulti superiore alle somme stanziate, le risorse saranno ridotte in misura proporzionale. Domande Possono presentare le domande le imprese che partecipano al contratto di rete, tramite l’impresa capofila, inoltrandole al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali nel periodo compreso tra il 20 e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti. Nella domanda (cui dovrà essere allegata la copia del contratto di rete) deve essere indicato il codice di attività prevalente dichiarata da ciascuna impresa ai fini Iva; tipo di impresa (piccola, media o grande impresa); costo complessivo per ciascuna impresa degli investimenti e l’ammontare delle singole spese ammissibili; effettività delle spese sostenute e della destinazione di tali spese per la realizzazione del programma comune di rete. Procedura Il ministero delle Politiche agricole, entro sessanta giorni dal termine di presentazione delle domande, comunicherà all’impresa capofila il riconoscimento (con l’importo del credito effettivamente spettante a ciascuna impresa) o la bocciatura dell’agevolazione. Contestualmente trasmetterà all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese che possono fruire dell’agevolazione e il relativo credito concesso. Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.


Agevolazione Pari al 40 per cento delle spese per gli investimenti in rete realizzati in ciascuno dei periodi agevolabili, nel limite dei 400mila euro Risorse 12 milioni di euro per il 2015 9 milioni di euro per il 2016 Beneficiari Pmi e imprese, anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, che producono prodotti agricoli, agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura, aderenti a un contratto di rete Spese agevolabili Nuovi investimenti compresi in un programma comune di rete e realizzati successivamente all’entrata in vigore del decreto, nonché per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie. Quando fare domanda Tra il 20 e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti