Agroalimentare, De Luca: Investire in Campania conviene. E’ il Paese che è demenziale

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In foto Vincenzo De Luca

“La Campania è una delle punte di diamante dello sviluppo agroalimentare del Paese”. Parola del governatore Vincenzo De Luca che ha chiuso un convegno sull’industria agroalimentare del Sud nella sede di Eccellenze Campane a Napoli. Durante il suo intervento, il presidente della Regione ha ricordato al mondo dell’imprenditoria del Mezzogiorno che fa parte del Comitato Leonardo come la Campania sia oggi “la Regione d’Italia con il regime di incentivi più forte: copriamo il 100% del credito d’imposta, diamo risorse e strumenti per l’internazionalizzazione ma anche per la ricerca scientifica e la formazione. In Campania – ha assicurato De Luca – ci sono condizioni ottimali per investire. La prima esigenza degli investitori è avere tempi certi di decisione della Pubblica amministrazione. Oggi la Campania attrae molti investitori anche perché diamo certezze istituzionali e tempi di decisione rapidi”. La “sburocratizzazione viene prima di tutto – ha sottolineato De Luca – eppure in Italia si raggiungono punte di vera demenzialità. Gli stranieri guardano al nostro Paese come a un fenomeno magico. Noi possiamo ancora vincere la sfida della competizione globale, ne sono convinto, ma dobbiamo liberarci degli elementi di parassitismo parasindacali, capire che oltre ai diritti ci sono i doveri e puntare sull’assoluta qualità delle nostre produzioni”. Da Paolo Scudieri, presidente di Adler Group ed Eccellenze Campane, è arrivato l’invito a “potenziare il settore dell’agroalimentare attraverso investimenti concreti che possano diventare volano di crescita per l’economia e l’occupazione giovanile di tutto il Paese. La Campania e l’intero Sud – ha spiegato – hanno enormi potenzialità sia in termini di risorse che di competenze. Il Mezzogiorno è capace di competere e vincere, nonostante il gap infrastrutturale e problematiche oggettive che di sono: la qualità delle nostre materie prime e l’eccellenza dei nostri prodotti sono apprezzati in tutto il mondo”.

“L’olio tunisino? Idralico luquido”
“L’olio tunisino non è olio ma una sorta di idraulico liquido. Noi dobbiamo spiegare che cosa è il nostro olio italiano e perché i costi di produzione del nostro olio sono il doppio rispetto al costo di quello della Tunisia che troviamo al supermercato”. Luca sferra un duro attacco ai rappresentanti italiani a Bruxelles e al governo. “Per anni – dice durante un convegno sull’industria agroalimentare del Sud – Paesi come la Francia hanno tutelato in modo spietato i loro prodotti mentre noi facciamo fatica anche solo ad andare alle riunioni che si svolgono in sede europea per tutelare i nostri interessi. Non possiamo farci rubare 100 miliardi di euro di acquisto agroalimentare finto italiano. Difendiamo i confini produttivi e non pensiamo ai migranti”. Per De Luca è “difficile pensare che riusciremo in futuro a difendere i nostri prodotti, visto il quadro venuto fuori dalle ultime elezioni europee. Abbiamo fatto la guerra all’asse franco-tedesco – ricorda – e poi? Il risultato è che una francese e una tedesca presiedono Bce e Commissione europea mentre noi siamo rimasti fuori da tutto”.