Beffa Nandez nel finale: 1-1 tra Napoli e Cagliari. Gattuso a -2 dalla Champions League, ma il calendario sorride agli azzurri

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Foto presa dal profilo Twitter SSC Napoli


34^ Giornata di Serie A

Stadio: Diego Armando Maradona
Marcatori (Assist): 13’ Osimhen (Insigne), 94’ Nandez (Duncan)

NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Hysaj; Fabian Ruiz (81′ Bakayoko), Demme; Lozano (68′ Politano), Zielinski (81′ Elmas), Insigne; Osimhen (76′ Mertens)

CAGLIARI (4-4-1-1): Cragno; Zappa (81′ Calabresi), Ceppitelli (76′ Simeone), Godin, Carboni; Nandez, Duncan, Deiola (71′ Asamoah), Lykogiannis (81′ Cerri); Nainggolan; Pavoletti

Gli azzurri avviano il “mini ciclo” di cinque partite con un pareggio, servirà dunque un filotto di vittorie per inaugurare il grido della Champions al Maradona, senza sperare in scivoloni altrui.
Affrontare il Cagliari in questo periodo non è compito facile, è sufficiente dare un’occhiata ai risultati raggiunti dal gruppo guidato da Semplici per capirlo.
Nondimeno, gli uomini di Gattuso hanno approcciato con determinazione il match, attaccando con qualità e ritmo; nei primi dieci minuti è assedio nell’area cagliaritana. Al 13’ gli azzurri certificano il dominio con il goal dell’1-0: il giovane Carboni sbaglia una rimessa laterale e Demme scippa il pallone a Nainggolan, servendo centralmente Insigne che scodella per Osimhen, il nigeriano è abilissimo nell’addomesticare un pallone non facile di destro per poi trafiggere di sinistro Cragno.
Inizialmente i sardi sembrano accusare il colpo, ed il Napoli riesce a gestire il ritmo della gara senza eccessive difficoltà.
Al 27’ un’iniziativa di Nandez riaccende il match: l’uruguagio riceve palla sulla destra da Nainggolan e punta Hysaj per poi crossare al centro, il pallone scivola sui piedi di Zappa che di mancino colpisce il palo. Gli azzurri rispondono alzando il ritmo e mancando clamorosamente il raddoppio con Lozano: il messicano manda a lato di testa su assist di Osimhen. Da valutare in ogni caso la posizione del centravanti, parso leggermente oltre la linea difensiva avversaria.
Al 43’ rispondono gli ospiti con Pavoletti, che stacca di testa su cross di Carboni: Meret si distende sulla sinistra e salva la porta, per poi rialzarsi e deviare la successiva conclusione di Nandez.
Gli azzurri chiudono un primo tempo in sofferenza, non riuscendo a contrastare con la stessa facilità iniziale un Cagliari gagliardo ed in fiducia.
Gattuso riesce a scuotere i partenopei, che approcciano con il giusto piglio il secondo tempo. Al 48’ Osimhen, invitato davanti alla porta da un’ottima combinazione tra Koulibaly e Zielinski, manca di testa lo specchio della porta.
Tre giri d’orologio in avanti Demme colpirà la traversa con un potentissimo destro da fuori area, ma è al 53’ che avviene l’episodio chiave della partita: Osimhen, lanciato in profondità, brucia i difensori e supera con uno scavetto Cragno, ma la rete viene ingiustamente annullata.
La decisione arbitrale ha fatto molto discutere, specialmente per il mancato intervento del VAR, ma i replay non lasciano spazio ad interpretazioni: Godin si è lasciato goffamente cadere in seguito ad un leggero tocco del nigeriano, traendo in inganno l’arbitro Fabbri, certo del contatto.
Al 57’ Lykogiannis svetta su Di Lorenzo, oggi autore di una suntuosa partita, e sfiora il goal del pari. Gli azzurri rispondono creando diverse occasioni non convertite da Insigne (parso nervoso in seguito alla decisione arbitrale) che non riesce ad impensierire Cragno con le sue conclusioni. All’88’ Meret compie un autentico miracolo sulla girata di Pavoletti, tempestivo anche l’intervento di Di Lorenzo sulla respinta del numero 1 azzurro, che allo scadere non potrà opporsi al pareggio firmato Nandez, mal gestito dalla linea difensiva azzurra in fase di copertura.
Il Napoli vede nuovamente sfumare una vittoria nei minuti finali e scivola a -2 dalle concorrenti, tutte a quota 69. La Lazio è ora a -3 con una partita da recuperare, ma è presto per deprimersi: il calendario sorride alla squadra, che può tornare in Europa contando sulle proprie forze.