BioInItaly Roadshow al Ceinge: vincono HydroBlink di Alessio Smeraldo e Histos di Francesco Urciuolo

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Sono aspiranti imprese nel campo biomedico le vincitrici del roadshow BioInItaly Investment Forum & Intesa Sanpaolo StartUp Initiative, che si è svolto al Ceinge stamattina. HydroBlink di Alessio Smeraldo e Histos di Francesco Urciuolo potranno accedere direttamente alla competizione nazionale e all’Investment Forum di Milano ad aprile, la call per aspiranti imprese organizzatada Assobiotec, Intesa Sanpaolo Innovation Center e dal Cluster Spring, che da 13 anni permette alle imprese innovative biotecnologiche e ai progetti di impresa, alla ricerca di nuovi fondi, di incontrare investitori provenienti da tutto il mondo.
La tappa campana, realizzata in collaborazione con il Ceinge-Biotecnologie avanzate e in partnership con Campania NewSteel, è la prima delle 6 tappe del roadshow nazionale che toccherà nelle prossime settimane anche Catania, Bari, Roma, Padova e Trento. L’obiettivo è unico: diffondere una maggiore conoscenza sul tema della bioeconomia circolare e raccogliere e selezionare i progetti più interessanti in ambito Circular Bioeconomy e Scienze della Vita da portare all’Investment Forum di Milano il prossimo mese di aprile. È in quella sede, infatti, che le aspiranti imprese avranno l’opportunità di presentare i progetti ad una platea di investitori finanziari e corporate di tutto il mondo.
Madrina del roadshow napoletano è stata l’assessore alle Startup, Innovazione, Internazionalizzazione della Regione Campania Valeria Fascione,che ha premiato, insieme all’amministratore delegato del Ceinge Mariano Giustino, le start up selezionate tra 13 candidati.
Fascione ha rinnovato l’impegno della Regione Campania nel sostenere le giovani imprese e ha annunciato una semplificazione dei bandi: «Nel prossimo avviso, che uscirà tra una ventina di giorni, daremo una piccola priorità alle nuove iniziative e semplificheremo le procedure di accesso e questo bando non avrà massimali di spesa. Abbiamo, inoltre, grandi soddisfazioni dalla nostra piattaforma di Open Innovation: abbiamo più di 100 organizzazioni che si sono iscritte». Non nasconde la sua soddisfazione Mariano Giustino, promotore dell’iniziativa partenopea: «Sono molto contento del successo di questa manifestazione che offre l’opportunità ai giovani studiosi e ricercatori di presentare la propria idea imprenditoriale innovativa. Il CEINGE vuole essere sempre più protagonista in questo ambito, stiamo pensando ad una serie di novità per il prossimo anno per intensificare l’azione del nostro istituto a favore della creazione di nuove imprese e di collaborazioni scientifiche con realtà industriali».
Il roadshow del capoluogo campano è stato caratterizzato, oltre che dalla competizione tra start-up innovative, anche da una tavola rotonda alla quale Giuseppe Castaldo (professore di Biochimica) ha portato i saluti del Rettore della Federico II e sono intervenuti Pietro Pelù (direttore commerciale Imprese di Banca Intesa-Sanpaolo), Mario Bonaccorso (Area Biotecnologie industriali e Bioeconomia Assobiotec/Federchimica, Cluster Spring), Giovanni De Caro (Campania New Steel, Zephiro Investments, Partner), Maurizio Guglielmini (Investimenti e Advisory Equiter), Amedeo Lepore (ordinario di Storia economica, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), Mario Raffa (ordinario di Ingegneria Economico-Gestionale, Università degli Studi di Napoli Federico II; Ecsb Fellows), Ciro Spedaliere (partner Claris Ventures), Stefano Martini (Intesa Sanpaolo Innovation Center) e Lucio Pastore (responsabile Start Up di CEINGE-Biotecnologie avanzate).

I CANDIDATI
BeyondShape – Stanislao Grazioso
BeyondShape, Spin-Off accreditato dell’Università di Napoli Federico II, offre al mercato medicale: (1) Sistemi di scansione 3D, per il corpo intero o per parti specifiche del corpo, con i seguenti vantaggi competitivi: processo di acquisizione istantaneo delle forme del paziente, ricostruzione digitale con una accuratezza nell’ordine del mm e con una alta risoluzione (anche a colori). (2) Software di processamento delle forme anatomiche 3D per vari scopi medicali: tali software costituiscono il BeyondShape toolbox, e si dividono in tool generici (Misuratore 3D, Visualizzatore 3D, Modificatore 3D, Calcolo Volumi Corporei) e tool specifici (analisi posturale, analisi colonna vertebrale, nutrizione, analisi della pelle, analisi dentistiche).
INBODY – Instant Body Scan, lo scanner medico superficiale a corpo intero di BeyondShape, è risultato il vincitore di Start Cup Campania 2019 ed è risultato il secondo classificato al Premio Best Practice per l’Innovazione 2019 – categoria startup.

Wolffia – Ilaria Improta
Wolffia è una piattaforma digitale che aiuta Aziende manifatturiere del campo aereospaziale che lavorano materiali compositi a risolvere il problema dello smaltimento degli sfridi di produzione in modo alternativo, reinserendoli sul mercato ad un costo vantaggioso, per altre aziende, università e centri di ricerca. A seconda dei dettagli della propria utenza è possibile operare su Wolffia come cliente “Fornitore” o come cliente “Acquirente”: i primi avranno la possibilità di cedere i loro sfridi/scarti di produzione, stornandoli dalla quantità di materiale caratterizzato come rifiuto da smaltire; i secondi avranno la possibilità di accedere ad un ampio catalogo di prodotti da cui scegliere quello a loro più consono a seconda delle proprie esigenze. Il tutto in forma anonima al fine di preservare l’identità di fornitori e acquirenti.

BioSolutions – Lucia Mancusi
Il resveratrolo (3,5,4-triidrossistilbene) è un polifenolo che esiste in diverse piante, tra cui mirtillo, uva e arachidi. Il resveratrolo possiede funzioni fisiologiche che inibiscono la migrazione e la metastasi delle cellule tumorali, oltre a proprietà antiossidanti, anti-melanoma, riduzione del fegato grasso, anti-obesità, anti-infiammatorie, cardioprotettive, neuroprotettive e antitumorali. Il mercato globale dell’offerta di resveratrolo è valutato a $ 50,2 milioni. Gli estratti vegetali a bassa purezza, principalmente cinesi, dominano il mercato. Una società commercializza un prodotto sintetico. Il mercato del resveratrolo è atteso crescere a tassi in doppia cifra nei prossimi anni. Per migliorare la resa di questo prodotto naturale, una soluzione ideale è quella di progettare fabbriche di cellule microbiche, che è diventata una soluzione promettente e supera molte delle sfide attribuite alla sintesi chimica classica al fine di prevenire l’inquinamento, il chemicals tossici e i sottoprodotti e i diversi isomeri formati in ogni fase sintetica. Il resveratrolo proveniente da un processo di fermentazione rappresenterà un ingrediente di elevata purezza privo di contaminanti ambientali.

YOU WASTE DON’T WIN – Carlo Giuliani

L’idea parte dalla constatazione di notevoli quantità di cibo non utilizzate che residuano dalla ristorazione e non solo. Il business ideato mira a costruire un’app che consenta di inserire a fine pasto e/o al momento della raccolta dei piatti a valle della consumazione (caso di ristoranti/pizzeria) le quantità “rimaste nel piatto” per poter elaborare e restituire come output i dati equivalenti di quanto viene sprecato in € totali come somma di energia, di materia prima, di costo del lavoro, di costo di smaltimento, ecc. Un primo work flow prevede la definizione del BAULETTO DELLO SPRECO. Si intende comunque avviare attività di ricerca e sviluppo anche con partner tecnologici e scientifici.
Si vuole puntare al mercato internazionale, basti pensare agli sprechi alimentari degli Stati Uniti d’America. Si costruirà una strategia fondata su successivi step di crescita lavorando a specifiche azioni di marketing.

Hassisto – Mario Magliulo

Hassisto e’ una piattaforma per il monitoraggio domiciliare, semplice e non invasivo dello stile di vita dell’anziano. Rivolta alle associazioni di caregiver fornisce informazioni rapide e sintetiche sulle attività e variazioni delle abitudini del soggetto monitorato, consentendone una valutazione immediata e oggettiva. La soluzione utilizza semplici dispositivi indossabili che attraverso algoritmi di intelligenza artificiale personalizzano e contestualizzano le informazioni, rendendole disponibili a familiari, caregiver, medici fornendo un quadro oggettivo delle condizioni dell’assistito. Il sistema consente inoltre un miglior coordinamento, anche del quotidiano, tra gli attori coinvolti nel processo assistenziale e contribuisce a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei loro servizi. Il team multidisciplinare e’ composto da 4 ricercatori senior del CNR (Istituti IBB e IAC), cui si e’ unito un imprenditore. Da dicembre 2019 è Start Up Innovativa Spin Off del CNR.

DRUG REPOSITON TECHNOLOGY – Giulio Liccardi

La Drug Reposition Technology (DRT) nasce dall’idea di sfruttare le reti neurali guidate da Intelligenza Artificiale (AI) per scomporre, analizzare e ricomporre grandi quantità di dati clinici al fine di identificare e sfruttare l’opportunità di riposizionare farmaci per la cura di patologie note ma ancora “orfane” di una cura. Il target principale della DRT è rappresentato dai farmaci fuori brevetto, ossia molecole chimiche ampiamente utilizzate, con un profilo di efficacia e sicurezza preciso ma oramai entrate nella categoria dei “farmaci generici”. La DRT si propone di riadattare e riposizione farmaci per nuove applicazioni biomediche, in modo da garantirne un nuovo corso curativo e conseguentemente, un nuovo mercato. Non a caso, DRT può fungere da acronimo per Do the Right Thing (Fai la Cosa Giusta) e difatti, la DRT ha l’obiettivo di creare un sistema completamente automatizzato e a basso costo, atto alla rigenerazione di molecole con principi farmacologici attivi e facilmente riadattabili alla cura senza aggravarne i costi.

MaTox – Viviana Izzo

Siamo un nascente spin-off costituito da un gruppo di ricerca afferente al Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria dell’Università degli Studi di Salerno. Da anni lavoriamo nell’ambito del monitoraggio biologico e ambientale degli operatori della salute e dei servizi ospedalieri. L’idea nasce dalla sinergia delle nostre competenze tecnico-scientifiche, poiché abbiamo riscontrato sul campo la necessità di misurare il livello di potenziali inquinanti sulle superfici di lavoro in strutture sanitarie dove si manipolano sostanze pericolose per gli operatori, quali ad esempio i chemioterapici antiblastici. Abbiamo realizzato un kit diagnostico basato su una tecnologia di raccolta di inquinanti dalle superfici, tramite campionamento con salviettine imbevute di una opportuna miscela di solventi (wipe test), destinate a successiva analisi LC-MS. Il test può essere effettuato da qualsiasi operatore e non necessita di personale specializzato (almeno nella fase di raccolta).

Uro-oncology – Roberto La Rocca/Juliet Ippolito

La gestione multidisciplinare dei singoli casi di carcinoma prostatico (PCa) viene sempre più adattata in risposta alle crescenti tendenze verso la personalizzazione del trattamento e della gestione ottimizzata dei pazienti. Un approccio multidisciplinare al paziente assume una rilevanza clinica ancora maggiore se si considera che, oggi grazie ai progressi nelle modalità di trattamento, i pazienti con PCa hanno prospettive di sopravvivenza migliori rispetto al passato. Alla luce di questo approccio collaborativo dalla diagnosi, al counseling con il paziente, in quanto urologi coinvolti quotidianamente in “prima linea” contro il cancro alla prostata, riteniamo fortemente che i nostri pazienti affetti da PCa meritino una qualità di assistenza che bilanci la necessità di un intervento terapeutico adatto e che permetta una qualità di vita accettabile (QoL). I team multidisciplinari per il cancro alla prostata (MPCU) composti da urologi, oncologi medici e radioterapisti sono progettati per facilitare il confronto e il processo decisionale congiunto sulla base delle prove diagnostiche. Tuttavia, al momento la qualità della vita di un paziente – una componente fondamentale nella consulenza al paziente con PCa – non viene presa pienamente in considerazione dai MPCU nel processo decisionale clinico. Molto spesso i clinici presentano opzioni di trattamento ai pazienti esclusivamente sulla base di risultati oncologici e funzionali senza i mezzi per prevedere con precisione l’impatto di tali trattamenti sulla QoL di un paziente il chè ci impedisce di dare loro un consiglio al meglio delle nostre capacità.

PeTrA – Rosaria Schettini

Basandosi sull’esperienza più che decennale del team nel campo della chimica dei peptidomimetici e combinando la reale necessità di mercato per lo sviluppo di nuove strategie sintetiche, è stato pianificato un approccio ingegnoso, che permette l’ottenimento di composti azamacrociclici attualmente non accessibili con i metodi sintetici esistenti e pertanto non disponibili sul mercato.
Il team proponente ha messo a punto una serie di protocolli scientifici proprietari e non disclosured inerenti a sistemi di natura peptidomimetica. I notevoli vantaggi che PeTrA annovera sono: impiego di una procedura sintetica generale; rapida costruzione di nuovi sistemi macrociclici; ottenimento di macrocicli di dimensioni piccole, medie e grandi; estensione illimitata del grado di funzionalizzazione del macrociclo. L’obiettivo è la realizzazione di molecole da applicare in ambito industriale con elevato interesse di mercato.

ATI Biotech – Domenico Liotto
ATI Biotech è una startup innovativa fondata nel 2015 allo scopo di produrre biocomponenti estratti da microalghe e da vegetali destinati all’alimentazione umana e all’industria del packaging alimentare e della cosmetica, con caratteristiche di compostabilità e biodegradabilità. Attualmente Ati Biotech ha realizzato un impianto di produzione di microalghe “open pond” e produce microalga spirulina essiccata in polvere e in scaglie, utilizzate in prodotti a proprio marchio nei settori della nutraceutica e alimentare. La società è inoltre impegnata in progetti di ricerca e sviluppo in Italia e all’estero. Nel Q1 2020 è prevista una nuova linea, utilizzando un sistema innovativo di fotobioreattori piatti (Slim Factory), organizzati in celle a matrice per poter coltivare diverse tipologie di microalghe. A completamento dell’intero progetto aziendale, si prevede un ulteriore investimento (secondo round) per realizzare gli impianti di estrazione, di analisi, di monitoraggio e controllo di biomateriali “custom” indirizzando mercati ad alto valore aggiunto e un terzo round dopo due anni al cash flow positivo, per ottenere volumi più elevati e varietà di prodotti.

HydroBlink – Alessio Smeraldo
HydroBlink propone una soluzione oftalmica innovativa per la rigenerazione del tessuto corneale ,a seguito di interventi di chirurgia refrattiva. Infatti , benché la prevalenza di patologie corneali a seguito di interventi chirurgici sia significativa, non esistono, ad oggi, prodotti a supporto della fase post-operatoria per accelerare la riepitelizzazione della cornea, processo lungo e doloroso.
HydroBlink propone un collirio in grado di favorire la riepitelizzazione corneale a seguito di perdita epiteliale meccanica, traumatica e chirurgica. Grazie alla sua composizione, HydroBlink forma sulla superficie corneale uno strato protettivo e uniforme, in grado di idratare l’occhio e facilitare i processi di riparazione fisiologici senza alterare le proprietà ottiche della cornea.

HISTOS – Francesco Urciuolo

Histos introdurrà sul mercato l’unico modello di pelle ingegnerizzato, completamente autologo, e vascolarizzato, che permette la corretta rigenerazione delle ferite profonde ed estese della pelle. Gli attuali modelli di pelle bio-ingegnerizzata, inducono sì la chiusura del danno ma provocano la formazione di tessuto cicatriziale. Ciò compromette severamente la qualità della vita di pazienti a seguito di ustioni, traumi, lesioni croniche come le ulcere diabatiche e asportazione di tumori, generando alti costi per la sanità pubblica e la previdenza sociale (sussidi, amputazioni e riabilitazioni, ospedalizzazioni prolungate). Le caratteristiche uniche del modello di pelle ingegnerizzata di HISTOS, permetteranno un riparo fisiologico, con assenza di contratture disabilitanti, in modo da migliorare la qualità della vita dei pazienti e facendo così ridurre i costi legati alla gestione di cittadini resi invalidi ed improduttivi a seguito di inefficaci trattamenti.

SbS Group – Nicola Petriccione

Il sistema in via di sviluppo consiste nella applicazione di tecnologia IoT al settore primario (agricoltura) sia in campo aperto che in serra. Lo scopo ultimo del progetto è quello di efficientare i processi di produzione degli alimenti vegetali attraverso un sistema “data driven”, ossia guidato dai dati raccolti sul campo. Nello specifico si riuscirà ad ottenere una:
riduzione dell’impatto ambientale (consumo di acqua, CO2 per spostamenti,)
aumento della efficacia delle consulenze agronomiche (data driven) e contestuale riduzione del costo della consulenza agronomica
riduzione del rischio di perdita della produzione (attualmente al 30% ed in crescita)
utilizzo dei big data per ottimizzazione delle strategie di coltivazione
riduzione del personale di manovalanza addetto
creazione di nuove figure agritech (e relativa riqualificazione tecnologica del comparto)
Per centrare tali obiettivi la SBS Group ha già sviluppato, grazie a contratti di R&D e di ricerca, una piattaforma attualmente in utilizzo a Terracina.