Bufera sul Mercadante
Giannola resta presidente

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Teatro Stabile di Napoli nella bufera pochi giorni dopo aver presentato la sua candidatura a ‘teatro nazionale’ secondo i parametri richiesti dalle nuova normativa Mibact: il Teatro Stabile di Napoli nella bufera pochi giorni dopo aver presentato la sua candidatura a ‘teatro nazionale’ secondo i parametri richiesti dalle nuova normativa Mibact: il presidente del CdA, l’economista Adriano Giannola, sfiduciato dal sindaco Luigi de Magistris di cui è rappresentante, è rimasto al proprio posto al termine di una assemblea dei soci segnata da una forte rottura tra Comune di Napoli, che potrebbe impugnarne gli atti dopo che il suo rappresentante ha abbandonato l’assemblea stessa, e Regione Campania, scesa in campo per sostenere Giannola. Sullo sfondo del divorzio tra Giannola ed il sindaco le polemiche e poi l’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli per le 15 assunzioni, richieste per ampliare la pianta organica e rientrare nei ‘parametri’ (cosi come l’unione di Mercadante e San Ferdinando ha portato la platea a 1000 posti) contestate con esposti e proteste dai concorrenti esclusi dalle selezioni di un bando. “Porteremo avanti la battaglia per lo Stabile perche’ non ha precedenti l’interferenza su scelte autonome del Comune da parte della Regione – ha detto De Magistris che ha ricordato che spetta al comune indicare il presidente del cda – Lo Stabile, che si accinge ad affrontare la sfida per diventare teatro nazionale, non puo’ vivere di questa trasversalita’ interna e opacita’, quello che e’ accaduto e’ grave e indizio di un’asse tra Giannola, il direttore artistico Luca De Fusco , l’assessore regionale Caterina Miraglia e lo stesso presidente della giunta campana Stefano Caldoro. C’e’ chi vuole i teatri per fare azioni che con la cultura non c’entrano e chi vuole trasparenza“. “Avevamo proposto di discutere della delibera di revoca, tema complesso, in una ulteriore assemblea. Si sapeva benissimo che non era possibile affrontare il tema della sostituzione della consigliera Pollice (dimissionaria, ndr) perchè il Comune è legato alla manifestazione d’interesse pubblica i cui termini scadono il 25 febbraio – sottolinea l’assessore al Bilancio con delega alle partecipate Salvatore Palma che ha abbandonato l’assemblea dei soci, insieme alla rappresentate della città metropolitana – si e’ proceduto in maniera singolare e senza precedenti. Una brutta pagina nei rapporti istituzionali e triste per il teatro. Impugneremo gli atti“. Nell’assemblea dei soci dello Stabile siedono Regione Campania, Comune di Napoli, Citta’ metropolitana di Napoli, Fondazione Banco di Napoli, Comune di San Giorgio a Cremano e Comune di Pomigliano d’Arco). deliberato oggi anche l’allargamento da 5 a 7 del numero dei componenti del cda dello Stabile; all’unanimita’ entrano Rosita Marchese in rappresentanza dell’Istituto e Maria Cira Carnile per Pomigliano d’Arco. L’assemblea ha proseguito i lavori dopo l’uscita dei due dissenzienti e all’unanimita’ i presenti hanno confermato la fiducia a Giannola, che aveva rimesso il mandato all’assemblea. “E’ stato giusto sostenere il prof. Giannola – spiega Miraglia – per il suo prestigio, e soprattutto per garantire in questa fase la piena operatività degli organi e per arrivare a raggiungere l’obiettivo di farlo riconoscere teatro nazionale. Una scelta effettuata solo nell’esclusivo interesse del Mercadante“.