La Dia confisca 100 mln di euro a imprenditore casertano. L’accusa: E’ legato al clan dei Casalesi

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La Dia di Napoli ha notificato il decreto di confisca definitivo nei confronti di Alfonso Letizia, 65 anni, imprenditore attivo in particolare nel settore della produzione e della vendita del calcestruzzo nel casertano. Le indagini hanno consentito non solo di ricostruire il suo reale assetto patrimoniale, ma anche di delineare la sua “pericolosita’ qualificata”, derivante dai rapporti emersi con il clan dei casalesi, fazione “Schiavone”, nel settore della produzione e fornitura del calcestruzzo. Letizia era stato arrestato dalla DIA nel 2011 ed erano emersi gli intrecci illeciti di Casal di Principe con l’ala militare e imprenditoriale del clan dei casalesi, fazioni “Schiavone” e “Bidognetti”, che si concretizzavano attraverso l’appoggio ai candidati indicati dall’organizzazione in occasione di consultazioni elettorali, in cambio dei successivi benefici economici garantiti dall’aggiudicazione di appalti, di assunzioni di personale compiacente, nonche’ di apertura di centri commerciali.
Letizia era considerato il riferimento della famiglia “Schiavone”, poiche’ metteva stabilmente a disposizione dell’organizzazione i propri impianti di produzione del calcestruzzo e le proprie strutture societarie ottenendo, di contro, l’ingresso nel cartello delle aziende oligopoliste che l’associazione imponeva sui cantieri presenti nel mercato casertano. I decreti di sequestro e di confisca emessi dal Tribunale, eseguiti nel 2014 e nel 2018, sono stati confermati dalla Corte di Appello di Napoli e definitivamente dalla Corte Suprema di Cassazione. I beni per un valore di circa 100 milioni di euro, sono: 6 aziende (operanti nel settore edile e immobiliare, dell’estrazione di inerti, della produzione e vendita del calcestruzzo); 70 immobili, tra cui terreni e fabbricati, in vari comuni della provincia di Caserta e due in Cavezzo (MO); 28 tra auto e moto e numerosi rapporti finanziari.