Mezzogiorno Europa
riabbraccia Giorgio

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La città di Napoli si prepara a riabbracciare “Re Giorgio”, il presidente più longevo nella storia della Repubblica italiana che lascia il Quirinale dopo quasi 9 anni La città di Napoli si prepara a riabbracciare “Re Giorgio”, il presidente più longevo nella storia della Repubblica italiana che lascia il Quirinale dopo quasi 9 anni di mandato. Non ha una dimora partenopea da più trent’anni, Giorgio Napolitano, ma una serie di punti di riferimento ai quali non ha fatto mancare il suo sostegno e, quando ha potuto, anche la sua presenza fisica nonostante gli impegni al Colle. Tra questi, un posto d’onore spetta alla sua creatura, la Fondazione Mezzogiorno Europa, ideata come associazione nel 2000 assieme ad Andrea Geremicca, intellettuale, politico e giornalista scomparso nel 2011, con cui aveva condiviso una grande amicizia oltre all’appartenenza alla corrente “migliorista”. Un progetto ambizioso quello messo in piedi dai due leader del Pci: collegare in rete informazioni, idee, competenze, esperienze, programmi e problemi del nuovo Mezzogiorno impegnato nella sfida europea, nella consapevolezza che il futuro del Meridione non potesse essere concepito se non all’interno della costruzione dell’Europa. Una visione riformista che rifuggiva dagli stereotipi del Sud piagnone e assistenzialista, che invitava la politica locale a una sana autocritica e a rimboccarsi le maniche per cambiare il proprio destino. È con lo stesso spirito che Umberto Ranieri, docente universitario, ex parlamentare democratico e presidente del Forum progetto Mezzogiorno del Pd, oggi guida la Fondazione. Che è già al lavoro per festeggiare la grand rentrée del proprio padre fondatore con un appuntamento sobrio, in perfetto “stile Napolitano”. “Organizzeremo un incontro e inviteremo quei napoletani che non si arrendono alla demagogia e non considerano ineluttabile il degrado civile cui stiamo assistendo – spiega Ranieri –. Ad accoglierlo troverà la comunità che non ha mai mancato di apprezzare il valore, la lungimiranza e il coraggio che hanno informato le scelte adottate da Napolitano in qualità di Capo dello Stato, così come la grande tenuta politico-istituzionale di cui ha dato prova in una delle stagioni più difficili vissute dalla Repubblica”. L’ultima volta che Napolitano fa tappa alla fondazione è il 20 giugno del 2014, quando da più di un anno l’organismo ha lasciato la sede storica di Santa Lucia per spostarsi nei locali di Palazzo Reale, in Piazza del Plebiscito. “Anche se in questi mesi non ha fatto mancare la sua vicinanza a Mezzogiorno Europa, nel prossimo futuro Napolitano sarà sempre più presente alle nostre iniziative sul territorio – dice Luisa Pezone, segretario generale della Fondazione e responsabile Cultura del Pd Metropolitano di Napoli -. Lo accoglieremo con un grande evento di benvenuto, onorati di riavere tra di noi un servitore delle istituzioni e dei cittadini, severo e benevolo, rigoroso e flessibile. Ha dato non solo al Sud ma all’intero Paese una prova suprema di duttilità personale per onorare un’idea. Quella che l’Italia repubblicana uscita dalla Liberazione vive e prospera nel contesto dell’Unione europea. Amore di patria e apertura internazionale vanno di pari passo. Nessuna chiusura, nessun localismo. Napolitano rappresenta in massimo grado il cosmopolitismo della città di origine, la nostra Napoli, di cui lui è oggi il cittadino più prestigioso e amato”. Le iniziative Ma in che modo Mezzogiorno Europa, in questi 15 anni di attività, ha portato avanti l’immagine di un Sud che non si arrende? Strumenti operativi della Fondazione sono stati da sempre i convegni a tema, i seminari di approfondimento, i dibattiti. E poi la rivista: il bimestrale uscito col suo “numero zero” nel gennaio del 2000 e diventato nell’arco di pochi anni un punto di riferimento per politici, docenti universitari, studenti, quadri d’azienda. Senza dimenticare la formazione, con la prima “Scuola d’Inverno” organizzata nel dicembre del 2006, perché il cambiamento – ne sono sempre stati convinti Napolitano e Geremicca – passa soprattutto per una classe dirigente consapevole e preparata. Gli uomini Basta scorrere l’elenco dei personaggi che hanno contribuito e contribuiscono a portare avanti il progetto dei suoi padri nobili. Nel Consiglio di amministrazione, oltre al vice presidente Alfredo Mazzei, ex tesoriere del Pd Campania, troviamo personaggi come Alberto Gambescia, già consulente della presidenza del Consiglio dei ministri, Alberto Irace, amministratore delegato di Acea, Gennaro Marasca, magistrato ed assessore comunale alla Trasparenza con Antonio Bassolino sindaco di Napoli, Matteo Pizzigallo, ordinario di Storia delle relazioni internazionali alla Federico II, Marco Plutino, ricercatore di diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Cassino, Cosimo Risi, ambasciatore d’Italia in Svizzera e professore di Relazioni internazionali all’Università di Salerno, Manuela Siano, avvocato presso l’Autorità per la protezione dei dati personali , Massimo Villone, ordinario di Diritto costituzionale alla Federico II, l’editore Edgar Colonnese, Ivano Russo, consigliere alla Coesione territoriale del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Graziano Delrio. Tra i fondatori spiccano Osvaldo Cammarota, consulente della presidenza presso Legautonomie locali Campania, già presidente di “Città del Fare”, Ettore Combattente, ex dirigente del Pci e della Cgil campana e nazionale scomparso nel 2013, l’ex assessore regionale Mariano D’Antonio, Biagio de Giovanni, filosofo e parlamentare europeo, Amedeo Lepore, docente alla Sun e presiedente dell’Associazione “Noi-Napoli Open Innovation”, Nando Morra, sindacalista, politico, giornalista ed ex presidente della Mostra d’Oltremare, Luigi Nicolais, ingegnere, politico e docente, ora alla guida del Cnr, l’eurodeputato Gianni Pittella, Maria Grazia Pagano, già parlamentare e responsabile Scuola del Pd, Francesco Salvatore, numero uno del Ceinge.


La scheda della Fondazione Anno di nascita 2000 Padri fondatori Andrea Geremicca e Giorgio Napolitano Presidente Umberto Ranieri Vicepresidente Alfredo Mazzei Segretario generale Luisa Pezone Consiglio di amministrazione Luisa Pezone, Alberto Gambescia, Alberto Irace, GennaroMarasca, RositaMarchese, Matteo Pizzigallo, Marco Plutino, Cosimo Risi, Manuela Siano, Gaetano Troncone, Massimo Villone, Edgar Colonnese, Ivano Russo Collegio dei revisori Achille Coppola, Anna Palumbo, Luigi Soprano