Shipping and the Law, taglio del nastro col presidente della Camera Fico: Blue Economy fondamentale

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in foto da sinistra Francesco S. Lauro, Mario Mattioli, Roberto Fico, Emanuele Grimaldi e Giuseppe D'Amato

Si è aperta stamattina a Napoli presso il complesso di San Lorenzo Maggiore la prima giornata della IX edizione di Shipping and the Law, il convegno internazionale organizzato dall’avvocato marittimista Francesco Saverio Lauro, che riunisce ogni anno gli armatori di tutto il mondo e i vertici delle associazioni internazionali della categoria, e che quest’anno ha visto in apertura l’intervento del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico.
Tra i partecipanti alla conferenza sul tema “The future is now” figurano i vertici dell’industria marittima internazionale e italiana, come il presidente dell’Associazione Europea degli Armatori (Ecsa) PanosLaskaridis, il vicepresidente dell’International Chamber of Shipping Emanuele Grimaldi, il presidente emerito Ecsa e degli armatori greci John C. Lyras, il presidente di Confitarma Mario Mattioli ma anche esperti come Leo Drollas, capo economista del think tank dell’ ex ministro del petrolio saudita sceicco Yamani o FredrickKenney, in rappresentanza dell’Organizzazione Marittima Internazionale dell’ ONU, l’amministratore Delegato del RINA Ugo Salerno e Lorenzo Matacena di Catour.
“Il presidente della Camera Roberto Fico mi ha tranquillizzato, assicurando la massima attenzione al comparto armatoriale, avendo ben compreso che lo shippingproduce ricchezza per il Paese e non aggravi ambientali come da qualche parte si afferma”, ha dichiarato il presidente di Confitarma Mario Mattioli al termine del colloquio che ha avuto con il presidente della Camera in occasione della prima giornata di Shipping and the Law. Fico ha incontrato il numero uno degli armatori italiani e l’organizzatore del convegno, Francesco Saverio Lauro, avvocato marittimista. “Tutti sanno – ha spiegato Mattioli – che il trasporto marittimo è il meno inquinante per unità di merce trasportata, e comunque se la flotta mercantile italiana non sarà più in grado di competere sui mercati mondiali, di certo verrà soppiantata da altre marine, più competitive e potenzialmente più inquinanti”.
Proprio il futuro delle flotte, non soltanto italiane ma internazionali, è stato al centro della prima giornata di Shipping and the Law, in cui sono stati analizzati gli scenari del settore: “Le sfide sono moltissime – ha spiegato Lauro – perché il futuro è adesso e oggi discutiamo gli enormi cambiamenti che si prospettano non solo sull’ambiente e le nuove normative ma soprattutto per una serie di fenomeni geopolitici che riguardano il protezionismo e una sospetta fine del multilateralismo, che possono cambiare scenario costringendo imprenditori e governi a fare scelte rischiose. Ma l’unica strada è fare queste scelte, che siano dettate dal coraggio e dalla ragione”.
Scelte che incidono su un settore chiave dell’economia, come ha ricordato il presidente della Camera Roberto Fico: “La Blue Economy – ha detto – è fondamentale ci sono sfide enormi da affrontare sul riciclo delle navi, sul fronte occupazionale, sul dumping salariale. E’ importante che se ne parli a Napoli, una città cardine dello shipping internazionale. Questo comparto deve essere al centro della vita economica del Sud, per questo voglio visitare a breve il porto di Napoli per verificare lo stati di avanzamento dei tanti progetti in campo”. Fico nel suo intervento in apertura di Shipping and the Law ha ricordato: “Il ruolo delle imprese armatoriali – ha detto – va sempre più considerato come parte della intera filiera della blue economy cui anche l’Unione Europea sta dedicando un’attenzione crescente e che costituisce un importante volano di sviluppo. Ne sono testimonianza alcuni dati: le imprese dell’economia del mare sono cresciute negli ultimi cinque anni di circa l’8% a fronte di un calo dell’1% del numero totale di imprese. 10 imprese della blue economy su 100 sono guidate da giovani di età inferiore ai 35 anni, 20 su 100 sono a guida femminile e 6 su 100 a guida straniera, dati tutti superiori alla media nazionale”. La blue economy nel suo complesso rappresenta circa il 3% del Pil – l’1% il settore dello shipping in senso stretto – registrando negli ultimi anni una crescita doppia rispetto al resto dell’economia italiana e registra oltre 800.000 occupati, pari al 3,5% dell’occupazione complessiva nazionale”.