Trasporti: Faisa-Cisal, ministero contratti servizio con parti sindacali

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Roma, 12 nov. (Labitalia) – “Il servizio dei trasporti deve essere contrattato con le parti sindacali, proprio per questo lamentiamo l’assenza del ministero dei Trasporti che con il nuovo governo ancora non ha convocato le parti sociali per regolamentare questo processo di trasformazione”. Lo dice, in un’intervista a Labitalia, Mauro Mongelli, neo segretario generale della Faisa-Cisal. “C’è poi – spiega – la questione legata alla sicurezza dei lavoratori: è necessario riallacciare i contatti con il ministero degli Interni per ricercare una soluzione a un problema che, in questo periodo, attanaglia il trasporto pubblico locale, così come tutti quei servizi che hanno un front office”. “Non è tollerabile – avverte – che conducenti di linea, capistazione e personale adibito al trasporto pubblico locale siano il parafulmine di quelli che possono essere disservizi che non dipendono dagli operatori. Sicuramente, il problema non è di facile risoluzione, perché servono delle misure importanti, anche culturali rispetto alla gestione del problema stesso, ma bisogna iniziare a parlarne”.

“La Faisa Cisal – ricorda Mongelli – è un sindacato che nasce 60 anni fa gestendo i problemi dei trasporti. Ora siamo di fronte a una fase di trasformazione velocissima legata al mondo del mercato e dell’economia. Ci sono nuovi modelli organizzativi che impongono, con grandissima competenza, la gestione, proprio per evitare problemi occupazionali e di retribuzione dei lavoratori. Tutto questo è conseguente alla necessità che l’Unione europea ha posto all’interno di un regolamento preciso, recepito dalla legislazione italiana e che impone l’affidamento, attraverso gare, del servizio del trasporto pubblico locale”.

Questo potrebbe determinare, “così come accaduto nelle poche gare che ci sono state, il cambio di aziende per molti dipendenti: proprio per questa ragione – sottolinea – il processo di trasformazione che è frutto di una normativa comunitaria, deve essere gestito in maniera molto attiva e competente da parte delle organizzazioni sindacali”. Per il sindacalista, “si deve rafforzare il concetto di tutela sociale, soprattutto rispetto a modelli nuovi che si stanno avvicinando in maniera irrompente in questo Paese”. “Fino a qualche anno fa era impensabile che il trasporto pubblico locale fosse affidato, nel caso della linea a lunga percorrenza, a soggetti o a gruppi industriali che applicano un nuovo modello economico e organizzativo che vede la presenza di aziende che non hanno dipendenti, ma che stabiliscono dei contratti con delle aziende partner che hanno i dipendenti. Ci troviamo, infatti, davanti alla sommatoria di tante piccole aziende che nei fatti non appartengono alla capogruppo; quindi sostanzialmente abbiamo una holding”, conclude.