Amministrative a Napoli, è scontro nel Pd

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Mancano pochi giorni alla data fissata per le Primarie indette dal Pd ma non c’è pace nel partito del premier Renzi. Anzi.

Le diverse anime dei Democrat di Napoli hanno trovato un accordo intorno al nome di Riccardo Monti presidente dell’Agenzia per il commercio estero ma alla segreteria nazionale non piace e propenderebbe per Valeria Valente ritenuta più idonea per contrastare il candidato “espurio” Antonio Bassolino.

Ma la Valente non gode del favore dei big napoletani sostenuti in questa battaglia anche dal presidente della Regione Vincenzo De Luca.

Una guerra interna preludio ai posizionamenti di domani.

Stamane al Nazareno si riunisce la direzione del partito e qualcosa verrà pur fuori che potrebbe contribuire a fare chiarezza.

Intanto Bassolino va per la sua strada e incontro a gruppi e gruppetti i napoletani. Ed è proprio questa strategia messa in campo dall’ex sindaco che crea maggiori fermenti nel Partito democratico.

I vari capicorrente si sentono esclusi, messi da parte e non riescono a digerire che la scelta del candidato sindaco possa sfuggire dalle loro mani.

Chi controllerebbe Antonio Bassolino se riuscisse ad ottenere la nomination dal popolo ? E, peggio ancora, se fosse eletto a Palazzo S. Giacomo?

Insomma niente di nuovo sotto il cielo. Giochi e giochetti soliti del teatrino della politica. A Napoli direbbero “cagno o’ maestro ma a’ musica è sempe a stessa”.

In fermento anche le ipotesi di coalizione per il centrosinistra dove approderebbero anche l’Udc  e Nuovo Centrodestra.

Il candidato del centro destra Gianni Lettieri lavora alacremente da mesi alla formazione delle liste a suo sostegno che, oltre a Forza Italia, dovrebbero essere sette espressioni delle varie realtà cittadine.

Ancora indecisi i rappresentanti di Fratelli d’Italia con il leader Marcello Taglialatela che non esclude una corsa solitaria.

Non mancheranno gli outsider di varie liste e listarelle che tenteranno di agguantare un seggio anche se questa volta la competizione si presenta particolarmente difficile essendo solo quaranta i consiglieri da eleggere che si spartiranno coalizioni e partiti maggiori.

Non affrontiamo il capitolo dei programmi sui quali gli elettori saranno chiamati ad esprimere il loro voto semplicemente perché, al di la di qualche battuta, nessuna proposta organica è stata avanzata da nessuno.

I cittadini che si recano alle urne sono sempre di meno segno evidente della disaffezione alla politica ma questo fa gioco ai partiti più organizzati che “controllano” il loro consenso.

Che bello!