Amministratori locali sotto tiro, il 61% delle intimidazioni nel Sud. Casi in crescita nel Nord: + 5,5% nel 2019

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L’anno scorso il 61% del totale dei casi di intimidazioni e minacce ad amministratori locali (342) si è registrato nel Mezzogiorno, in particolare il 42.6% dei casi al Sud (percentuale stabile rispetto al 2018) e il 18.6% nelle Isole (in calo): il restante 39% (217 casi) si è verificato nel Centro-Nord, dove però si riscontra un aumento del 5.5% degli episodi rispetto al 2018. Deciso l’incremento dei casi complessivi nelle regioni del Nord (da 102 a 147), in calo quelli del Centro (70 casi). È quanto emerge dall’ultimo Rapporto di Avviso Pubblico sugli “Amministratori sotto tiro”. Per il terzo anno consecutivo la Campania si conferma la regione con il maggior numero di intimidazioni (92 casi censiti). Segue la Puglia (71) che ha fatto segnare il maggior incremento di tutto il territorio nazionale rispetto al 2018. Terzo posto per la Sicilia con 66 casi, in netta controtendenza (-24%) rispetto al recente passato. Si conferma sui livelli dell’anno precedente la Calabria, con 53 casi, mentre sale al quinto posto la prima regione non meridionale: con 46 atti intimidatori la Lombardia segna un nuovo, poco lusinghiero record per le regioni del Centro-Nord. In calo i casi censiti in Sardegna (38), stabile il Lazio (36). A chiudere la ‘top ten’ ci sono l’Emilia Romagna (29, in aumento), la Toscana (24, in netto calo) e il Veneto (23). A livello provinciale si registra un’altra conferma: anche nel 2019 il territorio più colpito è Napoli con 41 casi (seppur in calo del 13% rispetto all’anno precedente). Seguono Roma (24 casi), Cosenza (22), Foggia (21), Palermo e Torino (18), Salerno e Lecce (17), Milano (16) e Avellino (15)