Carmen Castiello e il suo Balletto, Benevento danza per una sola estate. Poi il Covid si riprende la scena

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di Massimiliano Craus

La Campania gialla descritta dal premier purtroppo vive da regione rossa da qualche settimana. Soprattutto se si pensa agli artisti dello spettacolo dal vivo e, a maggior ragione, del già falcidiato mondo della danza e del balletto. Pensiamo alle migliaia di artisti e di tutto l’indotto pesantemente colpito dalla prima ed ora dalla seconda ondata di restrizioni ed impedimenti vari. Eppure proprio nella nostra regione ci sono stati esempi di qualità e quantità di spettacoli ed eventi nel periodo franco della scorsa estate e del primissimo autunno. Pensiamo a Carmen Castiello ed al suo Balletto di Benevento, prolifica compagine che, in stretta e proficua collaborazione con il direttore dell’Area Archeologica del Teatro Romano di Benevento Ferdinando Creta, ha potuto inserire a piè pari la danza accanto all’Orchestra Filarmonica ed in seno alla stagione in essere in teatro. Un mix di esperienze che ha riportato entusiasmo in città e nel grande pubblico della danza sempre più bistrattato. E così in estate e fino a settembre si sono alternate serate a tema tango, notte delle stelle con una nottata accanto a San Lorenzo, una festa davvero popolare a tu per tu con i beni archeologici e con il bene più prezioso della città, ovvero quel Teatro Romano sempre più protagonista della regione e delle iniziative di Carmen Castiello. Un viaggio nei meandri che ha condotto il Balletto di Benevento ed il suo pubblico ad omaggiare finanche il jazz di George Gershwin con l’ultimo appuntamento prima del nuovo lento ma inesorabile lockdown. Ci hanno pensato prima Vincenzo De Luca e poi Giuseppe Conte a riallontanare definitivamente la danza dal suo pubblico, proprio quando questa anomala estate 2020 era stata caratterizzata da una serie incredibile di iniziative del Balletto di Benevento volte a riprendere fiducia verso il futuro danzante. Con le coppie di “Rosso. Storie di tango”, ovvero la bellezza che noi abitiamo ed in palcoscenico diventa solenne, monumentale!
Le storie sono quelle vere, raccontate da artisti della città beneventana che sono coppie, marito e moglie, compagni di vita: musicisti, attori, artisti che insieme ai danzatori attraversano il tango dove i loro amori sono struggenti, felici, violenti, dove si è travolti dall’eros, dalla passione e da un profondo senso di solitudine. Al pari delle storie circa la notte di San Lorenzo con lo spettacolo “Eternità. L’infinita estensione del tempo che non ha avuto inizio e non avrà termine’’ per un incontro con la musica e con la danza dal tramonto all’alba. Una notte intera, dunque, vissuta tra le pietre dell’insigne monumento che fu realizzato dai Romani quasi a ridosso della leggendaria Via Appia e che tuttora, con la sua cornice affascinante, ospita spettacoli musicali e teatrali di grande prestigio. L’idea di Carmen Castiello e della direzione del Teatro Romano è stata quella di offrire alla comunità beneventana, per una notte sempre speciale quale quella di San Lorenzo e della caduta delle stelle, uno spettacolo altrettanto affascinante anche per favorire una maggiore conoscenza del Complesso archeologico ad ennesima dimostrazione del patto artistico culturale del Balletto di Benevento con il direttore Ferdinando Creta appannaggio dell’intera cittadinanza della città e della regione. Proprio come avvenuto in occasione della In occasione della Giornata europea dei siti archeologici” andata in scena con la rappresentazione “Gli incantesimi della mitologia: dal divino al terreno” al Teatro Romano di Benevento. Accompagnata dall’aria di Maya Martini, Tersicore ha fatto ancora capolino con un estratto dal balletto “Apollo Musagète” di George Balanchine e “Sylvia” di Jules Merante tratto dal dramma pastorale “Aminta” di Torquato Tasso” del 1573 e la Pirrica, la più caratteristica fra le danze armate dei Greci, prediletta dalle popolazioni doriche, con uno stuolo di muse dipinte con la l’arte del body painting curato da Donatella Formato. Fino all’ultimo appuntamento delle scene sannite, ovvero l’omaggio a George Gershwin di cui sopra, con l’ennesima proposta trasversale a tutte le arti di Carmen Castiello, sempre più primadonna delle scene in città e nella provincia. Non ci resta che aspettare nuovamente la scena ed il cilindro della direttrice artistica del Balletto di Benevento, una delle poche oasi felici coreutiche della nostra regione.