Domino’s pizza chiude, da L’Antica pizzeria Da Michele a 50Kalò: gara di solidarietà per assumere i dipendenti. Dopo appello Pecoraro Scanio

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(foto da pagina Facebook Domino's Pizza)

In poche ore hanno aderito all’appello lanciato ieri da Alfonso Pecoraro Scanio, promotore del riconoscimento #pizzaUnesco e già ministro, per aiutare gli ex dipendenti di Domino’s pizza fallita in Italia. Hanno messo a disposizione i propri contatti per possibili colloqui la rete delle 24 pizzerieDa Michele“, l’associazione Verace Pizza Napoletana che conta 962 pizzerie associate, i pizzaiuoli Ciro Salvo di 50Kalò e Guglielmo Vuolo, i 40 locali di FedeGroup di Milano, la rete di Rossopomodoro, le pizzerie Corona di Bellinzona, Lentini’s pizza di Torino e tanti altri. “Per noi la solidarietà è importante come la difesa della tradizione e professionalità. Ecco perché aderiamo all’appello lanciato dall’onorevole Pecoraro Scanio promotore di #pizzaUnesco. Ci fa onore che gli italiani preferiscano le pizzerie artigianali ai prodotti industrializzati ma siamo vicini a chi ha perso il lavoro”, dichiara il presidente Antonio Pace dell’Associazione Verace Pizza napoletana, perciò segnaliamo alle nostre pizzerie veraci di accogliere i curricula dei pizzaioli Della catena.
L’Antica Pizzeria Da Michele in the world accoglie l’invito di Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde e già ministro, e offre posti di lavoro ai dipendenti che l’hanno perso a causa della recentissima chiusura di Domino’s in Italia”. Così Alessandro Condurro, Amministratore della Michele in the world e segretario dell’Unione Pizzerie Storiche “Le Centenarie“, esprime il proprio dispiacere per le attività commerciali della catena che hanno definitivamente abbassato la propria saracinesca. Per chi vorrà inviare il curriculum, la mail di riferimento è info@micheleintheworld.com“. “Sono davvero orgoglioso di questa lezione di solidarietà delle pizzerie di tradizione napoletana ad una multinazionale Usa. Spero davvero che chi ne avesse necessità possa rivolgersi ai contatti messi a disposizione da questi imprenditori piccoli e grandi. L’arte del Pizzaiuolo napoletano ha avuto il riconoscimento Unesco non solo per aver tramandato un metodo di preparazione e cottura del piatto diventato il più diffuso e famoso al mondo ma anche per la socialità e solidarietà che ha sempre distinto queste comunità . È bello vedere che la legittima soddisfazione per una vittoria sul libero mercato contro la pizza all’ananas si è accompagnata alla giusta preoccupazione per chi ha perso il lavoro”, commenta Pecoraro Scanio.