Edicola Sud / Porto e turismo a Napoli – L’assessore comunale Nino Daniele lancia la sfida alle compagnie di crociera

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Se c’è una cosa che a Napoli va bene da alcuni anni è il turismo. La città ha mille problemi e milleuno difficoltà, simile da tempo immemore a una bella signora un po’ sfatta e trascurata. Con due ferite non facilmente rimarginabili: essere capitale al tempo stesso della monnezza e del crimine organizzato.

Eppure l’afflusso di turisti nelle zone tradizionalmente più attraenti non è mancato mai. Anzi, col tempo è cresciuto fino alle sfilate di Dolce e Gabbana, fino al conferimento del titolo di cittadina onoraria di Napoli a Sofia Loren. La cornice è sempre il perimetro della città antica, tra decumani e chiese, palazzi leggendarie e misteriosi, da Port’Alba a via Duomo, la strada dei musei.

Ma è un flusso che con quello dei crocieristi ha ben poco a che fare. Immaginarsi cosa potrebbe essere l’economia della città se le centinaia di attracchi di navi da crociera bagnassero Napoli non è difficile. Il boom sarebbe ben maggiore, la stagionalità si stenderebbe lungo l’arco dell’intero anno.

Deve essere questo il cruccio principale di Nino Daniele. Lo si intuisce e se n’è avuta una conferma con l’ultima sua intervista (Corriere del Mezzogiorno, 26 luglio 2016, pagina 5, a firma di Gimmo Cuomo). L’ex sindaco anticamorra di Ercolano, riconfermato assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, più che una proposta lancia una vera e propria sfida alle compagnie armatoriali. Sì perché da qui al 2017 si prevede una flessione degli attracchi delle navi da crociera.

Daniele non ci sta. “Napoli nel 2015 – dice – ha battuto i record storici di presenze turistiche. E nel primo trimestre del 2016 siamo a più 30 per cento…”. L’assessore promette che il Comune lotterà fino allo spasimo per evitare il calo di presenze. Poi rivolto alle compagnie armatoriali soggiunge che è perplesso sul fatto che “a gestire il nostro scalo siano le stesse compagnie, che se la suonano e se la cantano da sole”.

Che fare invece? “Mettiamoci insieme – suggerisce Daniele – e facciamo più sistema” allo scopo di “elevare servizi e qualità dell’offerta agli utenti”.